AMNESTY INTERNATIONAL, ICS E MEDICI SENZA FRONTIERE DOPO SANTA MARIA
DI LEUCA CHIEDONO CHE LO STATO ITALIANO SI ATTIVI PER GARANTIRE I DIRITTI
DELLE PERSONE IN FUGA DAI CONFLITTI
24.1.2003
Amnesty
International, Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS) e Medici
Senza Frontiere (MSF), promotori della campagna "Diritto di asilo:
una questione di civiltà", esprimono forte preoccupazione
dopo la tragedia di Santa Maria di Leuca dello scorso 18 gennaio, costata
la vita a sei immigrati curdi di cittadinanza prevalentemente turca
e, presumibilmente, ad altri 23 loro compagni di viaggio, considerati
dispersi in mare dalle autorità italiane.
"Quelle
di Santa Maria di Leuca sono solo, in ordine cronologico, le ennesime
vittime di una tragedia che, tra il 1993 e il 2002, è costata
la vita nel Mar Mediterraneo a più di 3.000 esseri umani. Un
numero di morti spaventoso, che fa del Mediterraneo un mare solido,
quasi calpestabile, a causa del numero crescente delle vittime dei naufragi",
ha detto Nicoletta Dentico, Direttore generale di MSF Italia.
La decisione
del governo italiano, in assenza di appositi accordi di collaborazione
con Libia e Turchia, di stanziare 260 milioni di euro nel corso del
2003 per contrastare l'immigrazione clandestina attraverso l'adozione
di tecnologie più incisive, non farà altro che rendere
il Mediterraneo un mare ancora più pericoloso e mortale.
Un numero crescente
di disperati - non solo migranti economici ma, sempre più spesso,
bambini, donne e uomini in fuga dalla guerra - popola ormai il Mediterraneo,
scegliendo proprio i giorni in cui si annuncia mare grosso per mettere
in acqua le loro spesso improvvisate imbarcazioni, nella speranza, in
virtù delle avverse condizioni meteorologiche, di poter cogliere
di sorpresa la guardia costiera e di sfuggire ai radar.
Le vittime
di Santa Maria di Leuca, come i 37 morti di Agrigento del 15 settembre
2002, gli 11 di Scoglitti della settimana successiva, ma anche i 44
di Tripoli della notte tra l'1 e il 2 dicembre 2002 ed i 18 di Tangeri
dei giorni scorsi dimostrano sempre più la tendenza dei migranti
a prendere il mare di notte ed in condizioni di assoluta insicurezza
meteorologica, con le conseguenza tragiche ormai davanti agli occhi
di tutti.
Amnesty International,
ICS e Medici Senza Frontiere chiedono che agli stanziamenti del governo
per le misure di deterrenza seguano stanziamenti ed interventi per ammodernare
e rendere umane le misure di accoglienza degli immigrati, ed in particolare
dei richiedenti asilo.
Chiedono, inoltre,
che il governo italiano si impegni a riconoscere lo stato di grave pericolo
personale che spinge molti migranti a prendere le vie del mare, per
sfuggire da situazioni di conflitto e di persecuzione personale. E'
il caso dei richiedenti asilo liberiani e sierraleonesi. Ancor di più,
con il rischio di una guerra alle porte, è il caso dei curdi
di nazionalità irachena che fuggono per sottrarsi alle persecuzioni
del regime di Saddam Hussein ed ai bombardamenti dell'annunciata offensiva
militare. Ma, come la tragedia di Santa Maria di Leuca dimostra, è
anche il caso dei curdi di nazionalità turca che sfuggono alle
violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo di Ankara.
Amnesty International,
ICS e Medici Senza Frontiere chiedono al governo di farsi garante della
protezione e della sicurezza dei migranti che si dirigono verso l'Italia
alla ricerca di asilo, assicurando loro l'accesso agli strumenti garantiti
dalla legge.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 20 gennaio 2003
Per ulteriori
informazioni: Amnesty International, tel. 06 4490224; ICS, tel. 06 85355081;
Medici Senza Frontiere, tel. 06 44869238. La campagna "Diritto
di asilo: una questione di civiltà" ha il suo sito Internet
ufficiale all'indirizzo www.dirittoasilo.it