AMNESTY INTERNATIONAL PARTECIPA AL FORUM SOCIALE MONDIALE E AL
FORUM ECONOMICO MONDIALE: TUTTI I DIRITTI PER TUTTI, E' RESPONSABILITA'
DI CIASCUNO
24.1.2003
Davos/Porto
Alegre - Mentre i rappresentanti della società civile del mondo
si riuniscono a Porto Alegre e i leader politici e economici si incontrano
a Davos, Amnesty international lancia oggi il suo proprio, alternativo,
messaggio sulla globalizzazione: Globalizzare il rispetto dei diritti
umani, globalizzare la giustizia, globalizzare la responsabilità
di coloro che abusano dei diritti.
Paul Hoffman,
presidente del Comitato esecutivo internazionale di Amnesty, si unirà
ai movimenti sociali al Forum sociale mondiale di Porto Alegre, per
portare i diritti umani al centro del dibattito sulla globalizzazione.
Al Forum economico mondiale di Davos la segretaria generale dell'organizzazione,
Irene Khan, discuterà su come rafforzare la responsabilità
del mondo economico per i diritti umani.
"La società
civile e le sue organizzazioni hanno un ruolo decisivo nel processo
di globalizzazione e sugli effetti di questa ultima sulle vita, i mezzi
di sussistenza e i diritti umani di centinaia di milioni di persone
in tutto il mondo" - ha affermato Paul Hoffman. "La loro voce
- la voce di tutte le donne, gli uomini, i bambini che reclamano i loro
diritti fondamentali - deve essere ascoltata se vogliamo costruire una
società globale basata sulla giustizia e i diritti umani, piuttosto
che sull'egoismo degli Stati e delle imprese economiche".
Parlando da
Davos, dove Amnesty International si rivolgerà ai leader politici
e economici, Irene Khan ha detto: "I diritti umani non sono un
lusso dei momenti buoni, sono fondamentali per quelle società
aperte e stabili di cui l'economia ha bisogno per operare".
Gli standard
in materia di diritti umani possono fornire gli strumenti necessari
per assicurare che coloro che hanno il potere politico o economico siano
chiamati a rispondere sul piano legale dell'impatto delle loro azioni
sui diritti umani.
"Dal potere
deriva la responsabilità, e dal momento che le imprese economiche
stanno assumendo un ruolo sempre più importante, gli strumenti
legali vincolanti dovrebbero essere resi più stringenti in modo
da garantire che esse rispondano della loro partecipazione, diretta
o indiretta, negli abusi dei diritti umani" - ha aggiunto la segretaria
generale di Amnesty International. "È giunto il tempo di
andare oltre i codici di condotta volontari sulla responsabilità
delle imprese economiche in materia di diritti umani: così come
gli Stati hanno l'obbligo legale di rispettare questi diritti, così
dovrebbe essere per il mondo economico"
A Davos, Irene
Khan prenderà parte agli eventi organizzati dalla società
civile, tra cui l'incontro intitolato "Uno sguardo pubblico su
Davos", che vuole sottolineare che la società civile internazionale
osserva quanto accade a Davos. "Vogliamo fatti concreti e non parole
vuote, progressi e non propositi, impegni solenni e non frasi di circostanza".
Secondo Irene
Khan, "i diritti umani possono essere un potente strumento per
dare una possibilità a coloro che sono lasciati ai margini della
globalizzazione economica: questi diritti sono universali e sono basati
sulla nozione della nostra comune umanità."
"Porto
Alegre e Davos possono essere lontani mille miglia e in continenti diversi,
ma condividono un mondo comune, un mondo nel quale la gente aspira a
vivere libera dalla paura e dal bisogno" - ha concluso Paul Hoffman.