GUERRA:
AMNESTY INTERNATIONAL SOLLECITA UN'INCHIESTA
SULLA MORTE DEI CIVILI
29
marzo 2003
Amnesty
International ha sollecitato l'apertura di un'inchiesta immediata e
imparziale sulla morte dei civili nel corso del conflitto in Iraq.
Ieri alcuni
missili hanno colpito un'area residenziale nella zona nord di Baghdad,
uccidendo almeno 15 civili iracheni e ferendone una trentina. "Le
notizie contrastanti sull'origine dei missili rafforzano la necessità
di un'inchiesta adeguata" - ha dichiarato l'organizzazione per
i diritti umani. "Dal momento che viene vantata la natura sofisticata
delle armi usate nel conflitto, dovrebbe essere possibile per le forze
della Coalizione fare chiarezza sulle munizioni usate".
Amnesty International
chiede che vengano messe a disposizione tutte le informazioni utili
a consentire lo svolgimento di un'inchiesta esauriente.
"Ogni
credibile denuncia di gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra
dovrà essere sottoposta a un'inchiesta appropriata e i responsabili
dovranno essere chiamati a rispondere del loro operato" - ha affermato
Amnesty International, che ha ribadito la propria richiesta affinché
vengano prese misure urgenti per evitare perdite tra la popolazione
civile.
Amnesty International
si è detta preoccupata per l'aumento delle vittime civili a causa
di errori nell'individuazione del bersaglio da colpire. In un caso,
il 23 marzo, cinque siriani sono stati uccisi e altri dieci feriti a
causa di un missile che ha centrato un pullman a Rutba, nell'Iraq occidentale.
Un portavoce militare statunitense ha ammesso che l'obiettivo del missile
era un ponte.
Il 22 marzo,
quattro studenti giordani sono rimasti uccisi nei pressi di Mosul, nell'Iraq
nordorientale, per un missile esploso accanto alla loro automobile che
si stava allontanando dalla zona in cui erano in corso bombardamenti
angloamericani.
"Quando
stabiliscono i bersagli da colpire e i mezzi da utilizzare, tutte le
forze armate devono adottare precauzioni adeguate a proteggere i civil"
- ha precisato Amnesty International, ricordando che un attacco deve
essere cancellato o sospeso quando appare chiaro che l'obiettivo non
è di natura militare o che sta causando una perdita sproporzionata
di vite civili.