AMNESTY ITALIA CHIEDE AL PRESIDENTE DEL KAZAKHSTAN DI PROCLAMARE
UNA MORATORIA SULLE ESECUZIONI E RENDERE PUBBLICI I DATI SULLA PENA
DI MORTE
4.2.2003
La Sezione Italiana di Amnesty
International ha rivolto oggi un appello al presidente del Kazakhstan
Nursultan Nazarbayev, in visita in Italia, affinché proclami
una moratoria sulle esecuzioni e renda pubblici i dati relativi all'applicazione
della pena di morte nel suo paese.
Nella sua lettera il presidente
di Amnesty Italia, Marco Bertotto, ha ricordato con apprezzamento come
il presidente Nazarbayev, meno di un anno fa, si fosse dichiarato favorevole
a una revisione delle politiche giudiziarie in materia di pena di morte,
all'avvio di un pubblico dibattito sul tema e, in prospettiva, alla
proclamazione di una moratoria sulle esecuzioni.
A giudizio di Amnesty International,
la prima condizione per avviare un dibattito sulla pena di morte è
quella di rendere pubblici i dati relativi al numero di esecuzioni,
ai reati capitali previsti dalle leggi, alle procedure giudiziarie seguite:
"Non sappiamo quanti siano i prigionieri nel braccio della morte
e, in assenza di dati certi sul numero e l'identità delle persone
mandate a morte ogni anno, temiamo che le esecuzioni possano proseguire
in segreto", ha scritto Bertotto.
"Sebbene alle prese con
gravi problemi di criminalità, Russia e Kyrgyzstan hanno proclamato
una moratoria sulle esecuzioni mentre Turkmenistan e Azerbaigian hanno
abolito la pena di morte" - ha sottolineato Bertotto. "Ormai
la maggioranza dei paesi del mondo non ricorre più alla pena
capitale: è ormai ampiamente riconosciuto che le esecuzioni non
hanno alcuno specifico effetto deterrente sulla criminalità".
"Proclamare una immediata
moratoria sulle esecuzioni costituirebbe un importante segno di leadership
morale, che potrebbe essere seguito da decisioni analoghe da parte di
altri governi" - ha concluso Bertotto.