ANCORA "SCOMPARSO" L'OPPOSITORE SIRIANO RIMPATRIATO DA MALPENSA
A NOVEMBRE. AMNESTY INTERNATIONAL SOLLECITA NUOVAMENTE UN INTERVENTO
DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA. UN APPELLO SU WWW.AMNESTY.IT
15.1.2003
La Sezione Italiana
di Amnesty International ha denunciato oggi che Muhammad Sa'id al-Sakhri,
l'oppositore siriano rimpatriato dall'aeroporto di Malpensa il 28 novembre
scorso nonostante avesse fatto domanda di asilo politico, risulta ancora
"scomparso". La moglie, Maysun Lababidi, è stata scarcerata
insieme ai quattro figli minorenni ed è ospitata presso parenti
nella città di Hama: deve presentarsi ogni settimana ai servizi
di sicurezza e le è proibito lasciare la città.
"Temiamo che Muhammad
Sa'id al-Sakhri si trovi ad Aleppo, nel nord della Siria, nelle mani
dei servizi segreti militari, senza contatti col mondo esterno, e che
possa subire o aver già subito maltrattamenti e torture"
- ha dichiarato Marco Bertotto, presidente della Sezione Italiana di
Amnesty International.
Muhammad Sa'id al-Sakhri è
accusato di aver militato nella Fratellanza musulmana, un movimento
illegale di opposizione attivo in Siria dalla fine degli anni '70, l'appartenenza
al quale, sulla base della Legge 49 del 1980, è punibile con
la pena di morte.
Egli era sbarcato il 23 novembre
all'aeroporto di Milano Malpensa - insieme alla moglie e ai quattro
figli di 2, 6, 9 e 11 anni - proveniente da Baghdad, dove la famiglia
aveva vissuto in esilio per 11 anni, via Amman. All'arrivo aveva presentato
domanda di asilo politico, che le autorità italiane avevano respinto
in modo del tutto sommario. Il 28 novembre tutta la famiglia al-Sakhri
era stata rimpatriata in Siria.
"L'Italia è responsabile della sorte di Muhammad Said al-Sakhri.
Il nostro paese deve porre rimedio alla grave violazione del diritto
internazionale commessa rimpatriando un oppositore politico in un paese
nel quale la sua vita è a rischio" - ha sottolineato Bertotto.
"Per questo, Amnesty International sollecita ancora una volta le
autorità italiane ad intervenire con la massima urgenza presso
Damasco per garantire il rispetto dei diritti umani e l'incolumità
fisica di Muhammad Sa'id al-Sakhri e dei suoi familiari".
Sul sito www.amnesty.it è possibile sottoscrivere un appello
ai ministri degli Affari Esteri e dell'Interno in favore della famiglia
al-Sakhri.