LOGO PIAZZAREGIONE
PAGINA NAZIONALE
PAGINA MOLISE
pagina nazionale | pagina News

Italia
 

Amnesty per la Nigeria


RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SULLA NIGERIA: L'OPERATO DELLE FORZE DI SICUREZZA, UNA GRAVE MINACCIA PER I DIRITTI UMANI

18.12.2002

Nei tre anni successivi al ritorno del governo civile in Nigeria, l'operato delle forze di sicurezza nella repressione della criminalità in aumento e dei conflitti intercomunali ha provocato la morte di migliaia di persone. In molte occasioni, questa violenza è apparsa priva di ogni controllo e tollerata, se non apertamente sostenuta, dal governo. In un rapporto reso noto oggi, Amnesty International denuncia che "nell'ambito della loro attività ordinaria, la polizia federale e le forze armate si rendono responsabili di numerose violazioni dei diritti umani quali esecuzioni extragiudiziali, uccisioni in custodia, torture e trattamenti crudeli, inumani e degradanti ai danni di presunti criminali".

Amnesty International è a conoscenza di molti casi di persone decedute dopo essere state torturate nelle stazioni di polizia. Questa nega ogni responsabilità, sostenendo che i decessi si verificano durante tentativi di fuga. Le vittime vengono etichettate come rapinatori a mano armata onde esporle al disprezzo dell'opinione pubblica e giustificare l'assenza di provvedimenti da parte dei superiori. Le esecuzioni extragiudiziali sono invece spesso legate ad operazioni delle unità speciali incaricate di pattugliare le strade per contrastare le rapine a mano armata, la violenza e le attività illegali delle stesse forze di polizia (come i posti di blocco non autorizzati, per estorcere denaro ai cittadini). In un contesto di generale allarme per la criminalità, i difetti del sistema legale nigeriano consentono alla polizia di sospettare chiunque di rapina a mano armata o di omicidio senza alcuna prova, ottenendo in questo modo la sua permanenza in detenzione preventiva per anni.

"Gli scarsi risultati ottenuti nella repressione del crimine, le costanti denunce di violazioni dei diritti umani e il senso di sfiducia che la polizia ispira tra i cittadini hanno favorito la nascita, a livello tanto statale quanto locale, di gruppi di vigilantes i quali compiono regolarmente esecuzioni sommarie e arresti illegali ed infliggono torture e trattamenti crudeli, inumani e degradanti ai danni di presunti criminali" aggiunge Amnesty International. La violenza intercomunale, probabilmente la più grave fonte di violazioni dei diritti umani in Nigeria, ha causato oltre 5000 morti negli ultimi tre anni e rimane a sua volta un fenomeno difficile da affrontare. In diversi casi il governo ha inviato l'esercito per favorire la cessazione di questi conflitti, ma in due circostanze l'intervento dei militari ha comportato un uso eccessivo della forza ed il ricorso ad esecuzioni extragiudiziali: nel novembre 1999 a Odi (Stato di Bayelsa), i soldati hanno vendicato l'uccisione di 12 poliziotti assassinando oltre 250 persone, mentre in alcuni villaggi dello Stato di Benue, nell'ottobre 2001, hanno risposto all'uccisione di 19 colleghi uccidendo 200 persone.

Il presidente Obasanjo, nel marzo 2001, ha dichiarato di non avere "alcuna scusa da presentare" per la distruzione della città di Odi. "L'uccisione di poliziotti e soldati è un grave crimine e i responsabili devono essere portati di fronte alla giustizia. Ma nulla può giustificare il disprezzo nei confronti della vita umana mostrato dalle forze armate in queste due occasioni" commenta l'organizzazione. Amnesty International chiede al governo federale di assicurare che coloro che hanno il compito di far rispettare la legge non ricorrano alla tortura, non sottopongano i detenuti a trattamenti crudeli, inumani e degradanti, non compiano esecuzioni extragiudiziali e non facciano un uso eccessivo della forza letale. L'organizzazione chiede inoltre un'inchiesta per individuare i militari responsabili delle uccisioni di massa avvenute a Odi e nello Stato di Benue.


pagina nazionale | pagina News