Andreotti condannato a ventiquattro anni
Le reazioni nel paese natale di Mino Pecorelli
A SESSANO del
Molise, il paese di Mino Pecorelli, la notizia della condanna di Giulio
Andreotti viene accolta senza particolari emozioni. Il nuovo sindaco
Giuseppe D'Ippolito non ha ancora tutti gli elementi per poter esprimere
un'opinione. "Ho avuto una giornata piena di impegni - dice -,
non ho ancora letto i giornali e non ho avuto modo di parlare con i
miei concittadini".
Anche tra chi
ha conosciuto Mino Pecorelli e che insieme a lui ha vissuto gli anni
dell'infanzia la notizia della sentenza non desta alcuna sorpresa né
interesse. Evidentemente tutto il tempo passato, dal giorno della morte
del giornalista ad oggi, ha cancellato ogni necessità di trovare
un colpevole.
"Se avessero
voluto - dice un sessanese di mezza età - avrebbero trovato subito
i colpevoli. Avrebbero trovato i mandanti e gli esecutori. Avrebbero
trovato il modo di fare chiarezza sui fatti ed evitato le ombre gettate
sulla vita di Mino".
In paese molti
non conoscono i fatti. i giovani non sanno niente di Mino Pecorelli,
della sua attività giornalistica. Hanno nell'orecchio appena
l'eco del nome e della vicenda giudiziaria. "Mino è andato
via da Sessano tanto tempo fa - dice uno dei suoi vecchi amici - e molti
non hanno neppure seguito la sua carriera. Io avevo tutti i numeri dell'Osservatore
Politico che lui dirigeva ma i miei compaesani, negli ani Settanta,
si occupavano poco di Italcasse o di scandali del petrolio".
"Mio padre
era suo amico - dice un giovane professionista - e spesso mi parlava
di lui. A tanti anni dalla sua morte a noi interessa di più che
la figura di Pecorelli venga rivalutata come professionista. Questo
più del nome del colpevole".