Reportage da
Roccamandolfi (IS)

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ECONOMIA
 

GIORNATA DEL PASTORE - Nasce come rassegna bovina intorno agli anni 80 con ii fine di migliorare, attraverso la fecondazione artificiale, la genetica della locale "Bruna Alpina" con seme selezionato di "Brown Sviss".
Oggi é alla sua XVIII edizione e da diversi anni é diventata "Giornata del pastore", vale a dire rassegna del patrimonio ovi-caprino di Roccamandolfi e dei paesi vicini, grazie ai risultati, ormai acquisiti, nella migliorazione genetica dei bovini, promossa dalla Federazione Provinciale Coldiretti, quest'anno anche dalla Regione Molise. Il flusso dei partecipanti é notevole, richiamati anche dalla maestosa bellezza dei luoghi, dalla tranquillità e dalla serenità ispirate dallo stupendo scenario che ii Pianoro di Campitello di Roccamandolfi offre. Oltre, quindi, alla valutazione del patrimonio ovi-caprino, vengono allestiti numerosi stands sulla produzione lattiero-casearia,

l'artigianato, prodotti della zootecnica
e dell'agricoltura,

prodotti dell'alveare, prodotti del sottobosco, attrezzature e macchine agricole, ecc.. Lo stand gastronomico offre "Agnello alla Brigante e "Pezzata Matesina", formaggi, salumi locali e buon vino. La giornata si conclude, nel fresco della sera, con balli e canti nella valle che domani tornerà alla solennità dei suoi silenzi.

PRODOTTI TIPICI - Formaggio pecorino, agnello locale, lumache (S. Liberato),

Formaggio pecorino "MASCIOTTRA D CASC" e/o "PEZZA D CASC", composto da latte di ovino - caglio di capretto - a forma rotonda.
Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura:
i
n una pentola di rame stagnato (caccavo) viene riscaldato il latte ovino sino a che lo stesso raggiunga la di 35°/37° gradi, spegnere il fuoco ed aggiungere il caglio caprino, dopo circa 20 minuti dall'aggiunta del caglio, col mestolo di legno (mnatur di legno di fico) rompere la cagliata girando velocemente e lasciando decantare il prodotto per circa 5 minuti. Successivamente il prodotto viene lavorato manualmente in modo tale da ottenere un' unica massa.
Il prodotto ottenuto viene tagliato con un filo di seta, diviso in diversi pezzi i quali vengono collocati in apposite forme (fuscelle) per ottenere la forma rotonda; nel contempo viene capovolto sia per assumere la forma sia per la scolatura del siero.
Circa 24 ore successive il prodotto viene salato (sale doppio) e nuovamente riposto nelle forme e trascorsi circa tre giorni, rispetto al peso della forma di formaggio, si toglie dalle stesse, lasciandolo asciugare.
Dopo circa due mesi (stagionatura) il prodotto viene unto con olio e aceto e quindi è pronto per la vendita.
Materiale ed attrezzature specifiche usate per la preparazione ed il condizionamento:
pentola di rame stagnato (caccavo) - caglio caprino - mestolo di legno (mnatur di legno di fico) - forme (fuscelle) - sale doppio
Il processo di lavorazione, stagionatura e conservazione è sempre stato praticato, da oltre 25 anni, presso le aziende di allevamento aventi sede in Roccamandolfi (IS).

Ringraziamo l'assessore comunale Giovanni Villari per la ricerca storica ed iconografica.

 


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