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Qui
incontriamo il sindaco, Vincenzo D'Andrea, che ci ospita
in municipio e ci accompagna poi in una passeggiata
alla scoperta del territorio.
Lo intervistiamo.
Comuni
del Molise in difficoltà. E Roccamandolfi?
- Come tutti i comuni molisani siamo in difficoltà
perchè siamo all'interno della zona del Matese
e risentiamo di questa situazione di isolamento.
Lontananza
dalle attenzioni del centro ? Lontano dagli occhi, lontano
dal cuore ? - Siamo costretti molte volte a venir
meno ad alcuni servizi importanti o ad aumentare l'imposta
dell'ICI (come l'anno scorso) perché abbiamo
spesso problemi finanziari. Chi è lontano dal
centro viene spesso dimenticato.
Ciò
incide anche sul numero di abitanti? - L'abbassamento
del numero degli abitanti è dovuto al divario
che c'è tra nascite e morti. In media cinque
contro venti ogni anno.
Gli
abitanti non abbandonano Roccamandolfi dunque? -
I giovani sono molto attaccati al loro paese anche se
hanno grosse difficoltà nel campo del lavoro.
Non abbandonano le radici, insomma, sentono forte questo
legame ed è un peccato che non possano realizzarsi
pienamente dove sono nati.
Perché
non abbandonano il loro paese? - Perché il
legame affettivo è molto forte. Forse anche per
la fragilità dei giovani nell'affrontare il mondo
esterno. Questa mi sembra una caratteristica comune
a tutte le nuove generazioni e non soltanto una peculiarità
dei miei giovani concittadini.
Avere
dei giovani in paese è una grande ricchezza per
un amministratore … - Sì, è vero.
I giovani però non si interessano di politica
e di amministrazione. Ai miei tempi sentivamo i problemi
della collettività in modo diverso. I giovani
di oggi sentono il legame affettivo ma non vogliono
partecipare all'amministrazione. Partecipano alla vita
associativa soprattutto lì dove c'è da
mettere in campo la solidarietà. E questo è
già tanto, il loro impegno è importante,
significativo.
Associazioni
… - Abbiamo di recente ricostituito la pro-loco.
Oltre alla pro-loco c'è la schola cantorum e
altre associazioni libere con un occhio di riguardo
alla solidarietà.
Il
lavoro … - I giovani cercano lavoro al di fuori
del territorio comunale perché, come in tutto
il Molise, anche a Roccamandolfi c'è una sorta
di incapacità a rischiare in proprio. Si preferisce
lo stipendio sicuro.
L'economia
… - Si base sulla pastorizia e sull'agricoltura
ma i giovani non hanno intenzione di dare un seguito
a queste attività. La parte alta della montagna
non è servita da servizi qualificanti per poter
incrementare la pastorizia e ciò diventa un ostacolo
insormontabile per chi vuole puntare qualcosa sulle
attività della tradizione.
Queste
attività potrebbero davvero essere remunerative
per i giovani? - Penso di sì. Non alla vecchia
maniera però. La pastorizia dovrebbe essere collegata
alla ricerca di un prodotto di qualità Questo
sarebbe un investimento efficace. Del resto non dico
niente di nuovo: in altri posti dell'Italia ciò
avviene regolarmente e dà ottimi risultati.
Gli
anziani … - La qualità della vita degli anziani
è buona. Gli anziani vivono in famiglia, con
i figli o anche da soli ma vicini alla propria famiglia.
L'amministrazione comunale ha creato un servizio di
assistenza per la terza età, un servizio supportato
da una associazione che visita quotidianamente gli anziani
e cerca di dare aiuto e compagnia.
Com'è
arrivato alla carica di sindaco? - Nel 1995 sono
stato assessore. Ci siamo ripresentati nuovamente e
siamo stati rieletti, io ero vicesindaco. Poi ho fatto
il sindaco subentrando al primo cittadino di allora
che morì improvvisamente. L'anno scorso sono
stato eletto sindaco direttamente dal popolo. Forse
hanno creduto nella continuità del lavoro che
si stava facendo.
Qual
è la cosa realizzata da sindaco che le ha dato
più gioia? - Mi piace essere vicino alla
gente, questo mi dà soddisfazione. Poi, per la
prima volta è stato affrontato il problema degli
alloggi popolari. Abbiamo costruito sette appartamenti
che saranno consegnati tra poco. Questo è il
fiore all'occhiello dell'amministrazione. Poi ancora,
il piano di assestamento del bosco che era scaduto da
anni.
Qual
è il sogno da realizzare per Roccamandolfi?
- Sono due le cose importanti. Aver messo in cantiere
una riqualificazione ambientale per dare al paese un
aspetto esteticamente importante. Chi viene a Roccamandolfi
deve avere una visione bellissima del Molise. Vorrei,
nei prossimi anni, portare il paese al di fuori di quell'isolamento
che lo caratterizza: non abbiamo collegamenti veloci
alle strade principali del territorio regionale e nazionale.
Come fare? Siamo in associazione consortile con la Regione,
con la Provincia di Campobasso e con il Comune di San
Massimo. Attraverso questa società consortile,
vorremmo raggiungere anche noi l'obiettivo Campitello
Matese. È un progetto ampio che prevede una forte
riqualificazione ambientale, lo sfruttamento cioè
della vera risorsa di questo territorio: la bellezza
dei paesaggi.
Chi
potrebbe aiutarla in tutto questo? - Se ci fosse
un imprenditore privato che avesse voglia di investire
su Roccamandolfi avremmo risolto tutti i problemi. I
visitatori che arrivano a Rocca rimangono entusiasmati
dalla bellezza del centro storico e del paesaggio circostante.
Ci siamo salvati dalla deturpazione ambientale e dallo
scempio degli edifici antichi fatta in altri posti.
Ci ritroviamo dunque con una ricchezza incalcolabile
tra le mani ma con poche risorse da mettere in gioco.
Ecco perché un imprenditore privato potrebbe
essere la soluzione ideale.
In
che senso Campitello Matese può diventare il
futuro di Roccamadolfi? - Io parlo della parte alta
della stazione sciistica. Tutti sanno che l'innevamento
migliore è quello del versante Nord, quello cioè
in territorio di Roccamandolfi. Qualora ci fosse la
necessità di un ampliamento delle piste ciò
non potrebbe che avvenire sul nostro versante. Noi cercheremo,
dunque, di arrivare sul pianoro con una strada o con
un impianto di risalita.
Cosa
c'è di concreto al momento riguardo a questo
progetto? - La società consortile esiste
già da tre anni e i discorsi che riguardano Roccamandolfi
si stanno facendo sempre più interessanti e concreti.
Perché
un viaggiatore dovrebbe fermarsi a Roccamandolfi?
- Soprattutto per la tranquillità che offre.
Poi, per l'accoglienza: i miei concittadini hanno una
spiccata sensibilità nei confronti di chi viene
a visitare il paese. La nota dolente è lo scarso
numero di posti letto. Sta all'amministrazione comunale
far arrivare ai concittadini l'idea di un "albergo
diffuso" con la possibilità di fare delle
proprie case piccoli bed and breakfast così tanto
desiderati dai viaggiatori del nuovo millennio. È
auspicabile che siano i privati a riattare le vecchie
abitazioni e a utilizzarle in questo senso. Tuttavia,
le resistenze a investire capitali potrebbero essere
superate anche da un progetto dell'amministrazione comunale
con appropriazione bonaria degli stabili.
Quale
immagine le viene in mente quando vede il nome di Roccamandolfi
sulla copertina di un faldone o nell'intestazione di
una pratica amministrativa? Quale immagine associa al
nome del suo paese? - Il castello. È stato
il punto di riferimento della mia infanzia. Era il luogo
di incontro della mia giovinezza. Ancora oggi è
il luogo simbolo del nostro paese.
Intervista
del nostro direttore responsabile Giovanni Petta - Dicembre
2002.
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