ARCHEOLOGIA

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di Ida Di Ianni
PRESENTE E FUTURO DI SAN VINCENZO AL VOLTURNO
Un opuscolo prezioso con un ricco corredo iconografico

Per le Edizioni Missione Archeologica San Vincenzo al Volturno, è uscito nel 2001 il prezioso opuscolo (20 pagine in tutto in cartoncino anticato) San Vincenzo al Volturno - Presente e futuro di un progetto di Archeologia Medievale con testi di Federico Marazzi per conto della Soprintendenza del Molise, dell'Enea - Unità Salvaguardia Patrimonio Artistico e dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Ricco il corredo iconografico, nonostante l'esiguità delle pagine, il testo introduce sapientemente alla ricostruzione di questa importante area archeologica, che è stata ribattezzata dagli studiosi la "Pompei monastica del IX sec." per l'eccezionale livello di preservazione dei resti e che racchiude almeno due chiese, in una delle quali è la Cripta detta dell'Abate Epifanio, ove si conserva uno dei maggiori cicli pittorici dell'Alto Medioevo.

"Ricostruire la storia di questo grande complesso significa riportare alla luce una pagina importante della storia del Meridione d'Italia, ricca di connessioni europee e mediterrane", scrive Marazzi che - oltre a dirigere la Missione Archeologica di S. Vincenzo al Volturno - è docente di Archeologia Medievale presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli e pertanto informa: "Quando, al molo Beverello di Napoli, i turisti prendono i traghetti per le isole campane, non sanno di trovarsi nei pressi di un molo detto di San Vincenzo, proprio perché lì il monastero vulturnense possedeva dei magazzini portuali, così come ne aveva nel quartiere di Forcella, dove erano localizzati anche fondaci che assicuravano al monastero rendite cospicue".

Nell'analisi dell'attuale situazione di San Vincenzo al Volturno e delle prospettive a medio termine, di seguito condotta dal Marazzi, è interessante rilevare l'interazione di più istituzioni (Soprintendenza, Università, Enea) che, in un arco di quattro anni, completeranno le indagini del complesso di San Vincenzo Maggiore in località Colle della Torre; procederanno ad interventi di restauro e consolidamento di superfici pittoriche, pavimentali e dei reperti archeologici mobili (ceramiche, vetri, laterizi, metalli etc.) e alla catalogazione, studio diagnostico e possibile ricomposizione dei frammenti di affresco recuperati in corso di indagine; realizzeranno infine una vera e propria banca dati on line dello scavo.

Ultima nota informativa del testo quella riguardante i risultati dell'ultima campagna di scavi estate/autunno 2001, che ha interessato sia l'area del San Vincenzo Maggiore che quelle del San Vincenzo Minore e dei Chiostri, nonché quella relativa al potenziamento delle strutture del laboratorio-deposito di Castel San Vincenzo.


 



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