ANTONIO CIMINO
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"Un alfabeto di
segni e colori", sintetizzando al massimo, si potrebbe
definire la pittura di Antonio Cimino, artista molisano che
impronta la sua ricerca sull'estrema semplificazione per esprimersi
con poche cose, scartando per cercare solo l'essenziale.
Tele strette e lunghe,
di piccole dimensioni da istallare in trittici o a coppie, in
una soluzione esteticamente nuova dove anche il colore segue
la ricerca del minimo con il nero e il grigio che si materializzano
sulla tele con segni ricorrenti, fanno parte dello stile distintivo
di Cimino.
L'artista in anni di
esperienze e ricerca espressiva ha lavorato intorno a questa
idea iniziale che poi, nel suo percorso artistico, si è
modificata e arricchita di altri significati.
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Segni che si ripetono all'infinito
in tele dalla forma ovale nei colori bianco, nero, blu, ritroviamo negli
anni ottanta nella mostra organizzata a Roma nella galleria "La
nuova pesa", segni più liberi, nel periodo attuale, meno
ripetitivi e una ricerca e un ritorno alla natura, quella che si manifesta
nelle piccole cose, che l'artista elabora togliendo o aggiungendo per
arrivare a una personale sintesi.
Il fattore della ricerca tecnica
è parte integrante dell'espressione di Cimino come la preparazione
della tela , perché "…ha un senso preparare la tela come
avveniva nel passato", afferma il pittore.
E molto tempo viene dedicato
a manipolare i materiali, le resine, i diluenti, in un lavoro artigianale
e pittorico insieme per realizzare gli acrilici voluti .
Il lavoro, lo studio, la ricerca
la consapevolezza che la preparazione tecnica è basilare per
avere i mezzi giusti per potersi esprimere sono idee che Cimino ha sempre
avuto e coltivato , in un primo momento in maniera meno consapevole,
negli anni trascorsi a Parigi e a Roma a studiare, a imparare, fino
agli anni '70-75 quando tutto avviene in modo più consapevole
e voluto.
Da allora in poi fino alla
produzione attuale in un cercare che non ha fine , così come
avviene per i veri artisti, Cimino dipinge con la passione di esprimere
questo suo mondo e modo di vedere le cose della vita che ritrova "…
in posti dove non c'è niente di particolare, ma io e la natura
, la terra, tiro fuori un segno, un motivo valido e lo elaboro".
Questa frase dell'artista fa
un tutt'uno con la persona che conserva e nutre in modo profondo e libero
la vita e l'arte.