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Virginio Palumbo


Virginio Palumbo

Virginio Palumbo è nato a San Pietro Avellana nel 1940. Vive ad Isernia e qui svolge, da oltre trent'anni, l'attività di pittore, grafico e poeta. Insegnante di educazione artistica in pensione, dipinge prevalentemente figure e paesaggi, ad olio, acrilico e acquerello.

È accademico d'italia con medaglia d'oro, membro dell'Accademia internazionale d'Arte Moderna di Roma e, da diversi anni, fa parte dell'Associazione Centor Pittori di via Margutta.

Ha esposto in importanti città italiane con oltre cinquanta mostre personali al suo attivo; numerosissima la partecipazione a collettive. Ha vinto molti premi e significativi riconoscimenti.

Ha partecipato, in qualità di poeta, a motli concorsi nazionali e internazionali, vincendo premi importanti e ricevendo significativi consensi critici.

Ha pubblicato "L'anima che muore", raccolta di poesie, insieme ad una cartella con incisione ad acquaforte di tre disegni e un'altra cartella serigrafica.

Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche soprattutto in Italia. Hanno scritto di lui: Del Cimmuto, Morbiducci, Poleggi, Pumpo, Cirese, De Angelis, Rizzo, Biordi, Strozzieri, Storari, Serricchio e altri.

Bibliografia: Catalogo Nazionale Bolaffi della Grafica nn. 8 e 10 - Linea figurativa - Poeti della primavera Strianese - Il Novecento: profilo di artisti contemporanei - Nuova Dimensione - Agenda dell'artista, ed. Ceic - Il Novecento Dizionario ecnciclopedico dell'Arte Contemporanea - Ad alta voce antologia di poesia - L'Elite: selezione Arte Italiana - Diversi giornali quotidiani e riviste d'arte e di poesia

Di lui ha scritto Nazzareno Serricchio:
…Palumbo ancora una volta non tradisce le aspettative ed espone la più recente produzione fatta di opere riferite soprattutto ai luoghi reali della sua infanzia ed a quelli della memoria che conserva gelosamente nel profondo del suo intimo, sensibile e poetico. Il tutto articolato in una attenta simbiosi tra strutture urbane e rurali e presenze figurative che pare siano poste quali numi tutelari, a colmare i desolanti vuoti e distacchi che si sono verificati negli anni e di cui il Maestro è stato interprete partecipe e sensibile. Così la sua pittura gradevole e cromaticamente ricca narra e rinarra le vicende delle cose umili e povere perché non se ne perda la memoria e da essa parta un segno di riscossa.

http://web.tiscali.it/palumbovirginio


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