Giose Rimanelli
10.10.2002
Giose
Rimanelli è nato a Casacalenda nel 1925 ma vive negli Stati Uniti
dal 1960. E' Professore Emerito di Italiano e Letteratura Comparata
all'Università di Stato di New York ad Albany. Ha pubblicato
romanzi, narrative di viaggi e racconti sia in italiano che in inglese
tra cui: Tiro al piccione (Mondadori, Milano 1953), Peccato originale
(Mondadori, Milano 1954), Biglietto di terza (Mondadori, Milano 1958),
Una posizione sociale (Vallecchi, Firenze 1959; nuova edizione con il
titolo La stanza grande, Avagliano, Cava dei Tirreni 1996), Benedetta
in Guysterland (Premio American Book Award 1994). All'attività
narrativa ha unito quella della poesia, del teatro, del giornalismo
e della critica letteraria, in italiano e in inglese.
Quel
caleidoscopio che intanto ora guardo, è quel barile di vino che
ora quasi vuoto rotola pian piano giù per la stretta scala della
vita, perché questa vita si restringe in se stessa ormai, ne
conto le gocce rimaste cercando di fare un ultimo paradigma sul dove,
come e quando del bevuto per infine poggiare la testa sulla pietra e
dormire. Ma ricordo che in nessun luogo al mondo sono veramente riuscito
a dormire più di qualche ora, dopodiché richiudevo il
libro nello zaino e riprendevo il cammino.
Familia
- Memoria dell'emigrazione è l'ultimo libro in ordine di
tempo edito in Italia da Giose Rimanelli per la Cosmo Iannone Editore.
L'opera si divide in tre sezioni - ognuna un libro - che titolano "Nonno
Jazz - Emigrazione come ricordo", "Core caro - Emigrazione
come destino" e "Giose e Io - Emigrazione come Arte".
Con prefazione di Luigi Fontanella, la caratteristica precipua di Familia
è un'andatura circolare, "laddove partenza significa anche
ritorno, e ritorno non significa un restare, un per-manere, perché
altri richiami si impongono, altre voci spingono a partire di nuovo
e il <riposo> non può essere che momentaneo". Nelle
pagine è immancabile il velo della malinconia per un Tempo che
non può essere dimenticato né progettato o trattenuto
per la sua perpetua mobilità ma tutte le categorie affrontate
come "esilio", "espatrio", "andata" o
"ritorno" non appartengono necessariamente al Rimanelli uomo
e scrittore, ma si dilatano a tutti i luoghi, veri o immaginari poco
importa. L'immagine della "patria" - ricercata, evocata o
immaginata nelle ferite che ogni storia di emigrazione procura - diviene
così "luogo ubiquitario dove si è sempre a
casa, perché casa e scrittura combaciano". Il fondamento
del suo scrivere nomadico, autobiografico, narrativo, poetico, in un
tutt'uno armonico per quanto scarno, a detta dello stesso scrittore
che scrive da Lowell, Massachusetts, risiede proprio in tale assunto.