Nazzareno Serricchio
"Ho iniziato dalla tradizione
del legno- racconta Nazzareno Serricchio- le mie prime opere, sul filone
della tarsia, sono strutture arredative proposte come pezzi in forma
d'arte".
Alunno e poi docente presso
l'Istituto d'arte di Isernia, Nazzareno Serricchio ha continuato questa
sua esperienza con il legno trattando negli anni 70/'80 tematiche ecologiche,
come denuncia dello scempio sulla natura. "Poi mi sono allontanato-continua
Serricchio- da qualsiasi tematica e ora faccio cose libere, svincolate.
Sono lavori impegnativi, molto pensati e progettati, quando vado all'esecuzione
ho già tutto in mente."
E la ricerca della tecnica
è chiara in quadri a composizione geometrica di libera interpretazione
dove non vengono seguiti i canoni della regola geometrica ripetibile,
così nel quadro con forme in successione che si ricompongono,
dedicato alla Pop Art di Andy Wharol, o nel collage con brani poetici
di Bécquer.
L'ultimo periodo dell'artista,
risultato del tragitto di crescita attraverso varie fasi e strade di
sperimentazione , è di notevole interesse e si è concretizzato
in lavori dove la cornice è un tutt'uno con il quadro per colore
e legame di intenti e dove materiale di recupero, come un pezzo di stoffa
, acquista particolare eleganza.
D'altra parte la ricerca è
una componente importante della composizione perché afferma Serricchio:
" Mi interessa fare, creare, per sperimentare l'arte, forse arte
di retroguardia per i limiti della provincia e perché non seguo
correnti moderne".
In questa frase di Nazzareno
Serricchio si può cogliere la sua autenticità nell'approccio
con il mondo dell'arte che vive a prescindere da qualsiasi implicazione
e considerazione di scuola. E' un'arte molto essenziale, minimale ma
di sicuro risultato estetico anche per la ricerca del colore utilizzato
con effetti finali insoliti .
Una produzione ricca, varia,
che ama percorrere più strade di sperimentazione con non più
di due o tre opere " per percorso" e questo discorso interiore
lo porta a un continuo aggiornamento e a un tragitto che può
sembrare discontinuo ma in fondo l'inventare, il cercare, il creare
sono il fil-rouge che lega la sua opera.