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Artisti molisani
 

di Maria Stella Rossi


Nazzareno Serricchio

"Ho iniziato dalla tradizione del legno- racconta Nazzareno Serricchio- le mie prime opere, sul filone della tarsia, sono strutture arredative proposte come pezzi in forma d'arte".

Alunno e poi docente presso l'Istituto d'arte di Isernia, Nazzareno Serricchio ha continuato questa sua esperienza con il legno trattando negli anni 70/'80 tematiche ecologiche, come denuncia dello scempio sulla natura. "Poi mi sono allontanato-continua Serricchio- da qualsiasi tematica e ora faccio cose libere, svincolate. Sono lavori impegnativi, molto pensati e progettati, quando vado all'esecuzione ho già tutto in mente."


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E la ricerca della tecnica è chiara in quadri a composizione geometrica di libera interpretazione dove non vengono seguiti i canoni della regola geometrica ripetibile, così nel quadro con forme in successione che si ricompongono, dedicato alla Pop Art di Andy Wharol, o nel collage con brani poetici di Bécquer.

L'ultimo periodo dell'artista, risultato del tragitto di crescita attraverso varie fasi e strade di sperimentazione , è di notevole interesse e si è concretizzato in lavori dove la cornice è un tutt'uno con il quadro per colore e legame di intenti e dove materiale di recupero, come un pezzo di stoffa , acquista particolare eleganza.

D'altra parte la ricerca è una componente importante della composizione perché afferma Serricchio: " Mi interessa fare, creare, per sperimentare l'arte, forse arte di retroguardia per i limiti della provincia e perché non seguo correnti moderne".

In questa frase di Nazzareno Serricchio si può cogliere la sua autenticità nell'approccio con il mondo dell'arte che vive a prescindere da qualsiasi implicazione e considerazione di scuola. E' un'arte molto essenziale, minimale ma di sicuro risultato estetico anche per la ricerca del colore utilizzato con effetti finali insoliti .

Una produzione ricca, varia, che ama percorrere più strade di sperimentazione con non più di due o tre opere " per percorso" e questo discorso interiore lo porta a un continuo aggiornamento e a un tragitto che può sembrare discontinuo ma in fondo l'inventare, il cercare, il creare sono il fil-rouge che lega la sua opera.


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