VINCENZO UCCIFERRI
«Una
apoteosi di idee, di colori, di forme, di spazi»
Biografia.
Vincenzo Ucciferri è nato a Isernia nel 1953. Ha frequentato
l'istituto d'arte del capoluogo pentro per poi iscriversi all'Accademia
di Belle Arti di Firenze. Successivamente si è trasferito a Napoli
dove si è diplomato sotto la guida di Armando De Stefano. Espone
ininterrottamente dal 1972. Alcune sue opere sono esposte alla Pinacoteca
Civica di Pianella (PE) e al Museo d'Arte Sacra di Treia (MC).
Dice
di sé
«…Questa è la mia sincera unica possibile autentica testimonianza
della mia pena di uomo alienato da un assurdamente ostile ostilmente
assurda realtà. Tutto per me è muto, tranne la tela che
a tratti interloquisce meco e conforta la mia in comunicante solitudine.
Riuscirò con queste forme informali astratteggianti a significare
ad altri i graffi prodotti dal tempo e dalla natura sul mio spirito?
E interesserà ad altri il messaggio emesso dalla mia privata
privatissima emittente sepolta negli anfratti del mio più oscuro
essere?»
Hanno detto di lui
Fernando Battista
«…Vincenzo Ucciferri è un artista dalla natura poetica
e concreta insieme. La sua pittura, onesta e sincera, attinge dal vero
elaborando con amore le visione paesistiche, angoli caratteristici della
sua Isernia e località varie dell'Alto Molise, senza trascurare
la figura e le nature morte…»
Giambattista Faralli
«…Non stupisce la febbrile evoluzione artistica di Ucciferri,
in questi ultimi tempi, verso tensioni costruttive nuove, nuovi equilibri,
che magari smentiscono il passato, anche più recente, per scelte
tematiche ed espressive completamente diverse, su un percorso sperimentale
che naturalmente non pretende di assodare significati conclusivi…»
«…Il pittore vero è il bambino che gioca seguendo il naturale
impulso della fantasia e dell'inconscio, e naturalmente crea, seriamente
crea, lungo le vie dell'immaginario, mondi senza forma, che l'occhio
adulto stenta a leggere, perché l'adulto ha perso la sua originaria
innocenza…»
Elmerindo Fiore
«…Ogni orizzonte è il confine tra due enigmi speculati
la cui decifrazione porta ambiguamente alla paralisi o al sogno: la
lingua di Vincenzo Ucciferri vive sui binari di questa tensione…»
Orlando Franceschelli
«…Se posso confessare tutte le emozioni e le associazioni suscitate
in me da questo messaggio di Ucciferri, devo affermare che la semplicità
e la sensualità con cui la realtà viene percepita e ritratta,
mi hanno fatto apparire quest'ultima meno refrattaria a sottomettersi
ad un significato che, in qualche modo, possa aiutarci a superare anche
le insidie storiche che oggi la circondano: come dimenticare che corrono
tempi in cui, accanto alla devastante omologazione consumistica, ogni
giorno appare più probabile che queste presenze così vivamente
rivisitate svaniscano, che la stessa umanità si perda per via
del grande boom atomico o, più semplicemente perché non
si riesce a frenare l'inesorabile stillicidio della morte quotidiana
di un po' di pianeta e di uomini…»
Gabriella D'Henry e Carlo
Peretto
«…Le tinte di Ucciferri ricompongono un insieme del passato dal
quale non possiamo sentirci estranei. La nostra storia, quella di tutti
i giorni, dipende anche da questo uomo preistorico, un personaggio già
allora di successo se è vero che ora siamo in grado di raccontarne
la vita…»
Sabino d'Acunto
«…Questo artista istintivo e immaginifico dice di essere un "verde",
un pittore ecologico per intenderci (…) Il messaggio di Ucciferri è,
forse, tutto qui, in questo condensato di apoteosi di idee, di colori,
di forme, di spazi. Un messaggio che è anche un ammonimento per
chi di questa natura fa scempio…»
Arnaldo Romani Brizzi
«…Vincenzo Ucciferri ha dunque scelto una tematica che rimanda
alle molteplici suggestioni che l'introspezione concede: lo sguardo
rivolto al cuore, e con una segreta musicalità della realizzazione,
nell'attenta resa di un sentimento universalizzabile e sovratemporale…»