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Nella nostra società, in cui la sensibilità
verso l'estetica è aumentata, le iperpigmentazioni,
o macchie cutanee, costituiscono un vero problema. Esse però,
a seconda della loro tipologia e delle cause, possono essere
curate.
L'esposizione al sole senza protezione, per esempio, l'uso
di alcuni medicinali, la gravidanza e, non ultimo, l'inquinamento
ambientale, in particolare la riduzione della fascia d'ozono,
possono provocarne la comparsa.
Da
recenti studi, si è scoperto che gli squilibri della
melanina variano a seconda della loro tipologia: le efelidi
o lentiggini, per esempio, sono dovute ad una sua iperattività;
il cloasma, che compare talvolta nei primi mesi di gravidanza
o durante l'assunzione della pillola, è invece prodotto
da modificazioni ormonali, che provocano una stimolazione
dei melanociti ossia le cellule che producono la melanina;
ed è questa, che a causa di una degenerazione cutanea,
non si diffonde più con omogeneità, ma si accumula,
formando le caratteristiche macchie.
Per
schiarire la pelle, nel corso dei secoli, sono state usate
diverse sostanze; dal latte d'asina di Poppea, al latte di
capra di Cleopatra. In quel caso, si sfruttava l'azione schiarente,
dell'acido lattico.
Nelle
zone mediterranee, invece, sono sempre stati usati gli agrumi,
in particolare, i limoni che, come sappiamo, contengono l'acido
citrico e l'acido ascorbico (vitamina C) che svolgono un'azione
schiarente.
Oggi,
i metodi per schiarire la pelle sono sicuramente più
efficaci: sono stati scoperti nuovi principi attivi che vengono
sapientemente utilizzati nei centri estetici.
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