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E' sempre stata considerata una malattia dell'adolescenza
ed invece l'acne colpisce molte persone anche dopo i trent'anni.
Le cause che la provocano possono essere varie: stress, inquinamento,
squilibri ormonali ed una certa predisposizione familiare.
Essa si manifesta con pustole, punti neri e papule (foruncoli
allo stadio iniziale).
Abbiamo
detto che una delle cause può essere dovuta agli ormoni;
il diretto responsabile è il testosterone, un ormone
androgeno prodotto nell'uomo dal testicolo e nella donna,
in misura ovviamente inferiore, dall'ovaio. Tale ormone va
a stimolare le ghiandole sebacee facendo produrre loro più
sebo.
Che
cosa è il sebo?
Una sostanza che difende la cute dalle aggressioni esterne;
esso fluisce attraverso un tubicino (condotto pilosebaceo)
in cui passano anche i peli ed esce attraverso un poro della
pelle. Quando le ghiandole sebacee sono iperattive (seborrea),
il sebo rallenta e s'indurisce nel condotto soprattutto all'altezza
del poro, accumulandosi assieme alle impurità e formando
i punti neri. All'interno della ghiandola irritata possono
penetrare batteri piogeni che provocano l'infezione con la
comparsa di pus, si formano così i brufoli.
Uno
dei luoghi comuni più difficili da sfatare è
che ci siano alimenti in grado di accentuare o meno l'acne.
Sotto accusa da sempre dolci, cioccolato, patatine o qualsiasi
altro cibo fritto. In realtà è ormai accertato
e comprovato da più studi che non c'è relazione
tre l'alimentazione e la malattia, questo perché nessun
cibo può influire direttamente sulla funzione delle
ghiandole sebacee e sulla loro attività. E' comunque
vero che cioccolato e salumi possono accentuare l'infiammazione
e peggiorare quindi lo stato dell'acne.
Ma
come si può curare?
Spesso essa scompare da sola; tuttavia, per evitare che duri
troppo a lungo e non lasci cicatrici permanenti, è
meglio rivolgersi ad uno specialista. Il dermatologo, dopo
un esame della pelle per individuarne le cause, consiglierà
la terapia più adatta.
Nelle
forme pustolose, si rivelano molto utili gli antibiotici,
mentre nelle acne più avanzate sono utili le creme
a base di acido retinico, un derivato della vitamina D.
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