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Chronicon

di Pier Paolo Giannubilo


CIPOLLE

L'argomento ha la barba bianca. I commentatori della penisola ci si arrovellano su ogni anno con la stessa efficacia di Alba Parietti, Platinette e Giampiero Mughini che parlano di fame nel mondo e sure coraniche.
Ma vogliamo farci mancare qualche parola su un evento autentico - a scadenza annuale come Miss Italia e il Festival - solo perché rimestiamo sempre le stesse considerazioni?
Repetita, non sempre, ma qualche volta, iuvant. L'evento in questione è la catastrofe (imminente, per chi scrive, perché chi scrive è alla vigilia del Grande Botto; cronaca, per chi legge, perché chi legge il Grande Botto se lo è appena lasciato alle spalle) di un altro Capodanno segnato da morti e feriti.
Restano insondabili nel tempo i motivi per cui non si riesce ancora ad imprimere una battuta d'arresto a questa pratica oscena e tutta italiana (tanto meridionale).
Incendiari grandi e piccini - sorriso beota sulle labbra, almeno fino ad un attimo prima che falangi, falangine e falangette schizzino via dal palmo della mano, o prima di ritrovarsi a versare lacrime di coccodrillo su un corpicino straziato - sono pronti alla guerra civile del 31 dicembre 2001.
Ora, c'è una ragione per cui le autorità continuano a tollerare la diffusione dei botti nelle strade campobassane (parlo delle strade campobassane perché in questo periodo sono le uniche che percorro, e vi ho già scorto papà che addestrano la prole con miccette e accendini)? Perché, più semplicemente, non li sequestrano tutti? Quale libertà si lede, impedendo di smerciare esplosivi? E' perversione quella di chi azzarda che a fare la fila davanti alle bancarelle ci sia anche qualcuno che è pagato dallo Stato per fare piazza pulita delle polveri in confezione formato pocket o famiglia ma non intende rinunciare alla tradizione? Perché non si proclama illegale anche lo zolfo di un fiammifero, se occorre?
Anni fa, qualche minuto prima della mezzanotte, mi trovavo a fare il servizio militare in una caserma pugliese dei Vigili del Fuoco. Prima di affrontare spumantino e panettone, prima di salire sui mezzi per prestare soccorso agli sventurati che la sorte avrebbe scelto di insanguinare quel fine anno, alcuni pompieri frugarono nei tasconi delle loro tute. Ne estrassero riserve di raudi come conigli bianchi dalla tuba di un prestidigitatore, e fecero allegramente un gran casino. Un altro militare di leva, nativo del posto, mi rivelò che il Capodanno precedente aveva anche scaraventato giù in strada dalla sua finestra dei piani alti il vecchio frigorifero, prima di far deflagrare le sue cipolle. Il Botto. Si è sempre fatto così, mi disse, dal momento che lo osservavo basito.
E' tutto pronto. Mortaretti, girandole e bengala, palle di Maradona (chilogrammi uno e mezzo), tric-trac con rendino (chilogrammi uno e mezzo), tric-trac con cipolla, tric-trac tronetto, tric-trac lampetto, carecone (chilogrammi uno e mezzo), cipollone Osama bin Laden (chilogrammi cinque: praticamente, un ordigno).
Si è sempre fatto così. Così vanno le cose. Così devono andare.


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