La
cultura della coltura
Pianto dei piantatori di piante
12
agosto 2002 - I giovani della provincia di Isernia si dedicano
sempre più frequentemente alla coltura di marijuana. Dalle notizie
in cronaca si apprende ogni giorno di arresti di giovani bio-fumatori
e di ritrovamenti di campi di erbe fenomenali.
Il vescovo Gemma ha appena
scritto dello «scandalo» dei 700 milioni di lire erogati
dalla Regione per un evento culturale che - sempre secondo il prelato
isernino - di culturale aveva ben poco.
L'Università del Molise
ha già da qualche anno una facoltà di Agraria che potrebbe
suscitare davvero un notevole interesse nei nostri giovani abbandonati
allo squallore delle feste popolari di questa estate. Feste popolari
prive del senso religioso, di quello popolare e di quello di festa.
Basta fare un giro per una delle nostre sagre per sentire l'angoscia
che spinge i giovani a farsi le canne. Si aggiungano gli argomenti del
vescovo e quelli - per esempio - riportati in qualche editoriale da
Lorenzo Verrocchio. Basta davvero poco per capire. Basta leggere tutte
le parole dette in questi anni sul fenomeno droga. Basta ripercorrere
il tempo che separa l'oggi da quel giorno che vide le prime morti per
overdose a Isernia.
Così ci coltiviamo il
nostro campicello. E non piantiamo erba medica o lupinella. E non piantiamo
patate. Ai nostri giovani piace la marijuana. E se ne impediamo la coltura
troveranno le pasticche, il tocchetto di fumo da sciogliere per una
rullata sistematica. Qualcosa troveranno di sicuro. Dai luoghi che tutti
conoscono arrivano quelli che tutti conoscono per fare le cose che tutti
sanno.
Sui giornali di oggi si legge
di qualcuno che dice che la viabilità rurale è un patrimonio
importante, che esiste un comitato scientifico per le attività
culturali, che è stata approvata una legge di tutela della salute
mentale e che si farà una ricerca storica su Giuseppe Zurlo.
Si legge del cavallo vincitore del Palio delle Quercigliole che entra
in chiesa e delle squisitezze della cucina molisana (qualcuno ci spiegherà
quali sono questi sapori tipici!) nei 75 giorni di cucina di Piacere
Molise.
Mancava qualche piccola notizia
sui Tratturi per rendere veramente splendida la giornata dei nostri
giovani piantatori di piante. «Una splendida giornata» alla
Vasco, insomma.