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Costume e società
 

di Marily Manocchio


Pesche... un'alunna diligente

Considerazioni fatte da lontano

12.12.2002

Presepio e succursale di Isernia, filiale e centro di rara bellezza paesaggistica, con quelle casine tutte arroccate che ti danno l'impressione di una vecchia fotografia, rigorosamente in bianco e nero.
E magari in uno scenario tanto cristallizzato qualcosa si muove più che in altre parti.
Isernia, per esempio: (non per sindacarne le iniziative ma per un confronto semplice-semplice) il suo centro abitato più vicino sta crescendo, tanto da creare i giusti presupposti per farla sembrare il suo ideale prolungamento.

Si vuole qui far riferimento alla proposta avanzata dal sindaco Melogli e accolta positivamente dal rettore dell'Università degli Studi di Isernia di trasferire l'intero polo didattico proprio a Pesche, in una struttura che doveva fungere da centro medico-sperimentale.

Sfumata dunque quest' "opera scientifica" la struttura edile è rimasta un palazzo-fantasma fino alla notizia di queste ultime settimane, di certo nata come ipotesi ma di grande risonanza.
Verrebbe ampliata per favorire i collegamenti quella che ora è una pista ciclabile, perciò vietata alle vetture; una strada che collega Pesche ad Isernia e che conduce nei pressi del Grand Hotel Europa.
Sarebbe un bel passo avanti, non c'è che dire. Logisticamente poi Pesche non è da considerarsi
'fuori mano' e quel paio di chilometri verrebbe ammortizzato dall'abitudine: così è per i pescolani oggi, così sarà per gli studenti in un domani ipotetico.

Ma c'è di più, è da segnalare nella stessa Pesche l'apertura di un centro sociale che ha nome 'S.Michele', in onore al santo patrono, e se il centro è nato lo si deve a Claudio Crescimanno, il parroco del paese. E' stato egli stesso ad ammettere di aver covato il sogno per anni, finchè non è terminato quel calvario burocratico che, non stupisca, è artefice della non-iniziativa dei singoli, ed il centro ha potuto vedere la luce, nella zona del paese più facilmente accessibile, a due passi dal campo sportivo comunale. L'ingresso non ha limitazioni di età o residenza, prevede solo un esiguo tesseramento mensile da effettuarsi tramite il parroco, recandosi nello stesso centro sociale.

Andrebbe indagato a lungo il motivo della creazione della struttura, ma basti sapere che nelle prospettive-aspettative del parroco vi era di dare al paese un punto di riferimento, un centro simbolo e insieme meta della popolazione tutta. Ciò vuol dire che, per consentire la massima fruibilità, alle attività ricreative predilette dai ragazzi (ping-pong, biliardino, biliardo ecc..) sono state accostate quelle interessanti per gli adulti, e qui non ci si vuole riferire solo all'uso della pay-per-view e alla celebrazione autorizzata della sacra domenica sportiva.

E' sempre dallo stesso Claudio Crescimanno che arriva l'idea di dare alla struttura una sfumatura più seria, importante(passi l'espressione che non vuole sminuire né l'uso dei giochi, né la domenica sportiva);periodicamente -circa una volta a settimana, ma le date sono suscettibili a variazioni-
il parroco organizza incontri-riunione per adulti e ragazzi nei quali si discutono temi vari (come le date, anche i temi sono suscettibili di variazione, in base all'attualità o all'urgenza di discuterli).
Alzi la mano chi non abbia mai sentito il bisogno di aprirsi e di confrontarsi, o magari solo di ascoltare gli altri per maturare se stesso.

L'efficacia dell'idea avuta da Don Claudio Crescimanno sta anche e soprattutto nell'aver risposto direttamente alla richiesta non esplicita della sua comunità. E di qualunque comunità volessimo parlare, si tenga presente che essa muove dagli stessi presupposti e cresce nella stessa melma comune, dalla quale contagia numeri di malattie dell'anima. Una società distorta è madre di tante comunità malsane.

E se non si può guarirle le malattie, il dialogo almeno ne porta sollievo.
Da tanti fattori nasce l'orgoglio di presentare questa idea, tangibile e funzionale: una casa della e per la comunità, in un paese così piccolo che si dimena tra il coinvolgimento e lo stravolgimento.
Ma questo segno di crescita costringerà il piccolo presepio di Pesche a crescere con lui, tanto da diventare la zona più antagonista di Isernia, l'allieva più brava dalla quale ha imparato qualcosa ma forse, più probabilmente, alla quale potrebbe impartire piccole lezioni o, se si vuole, suggerimenti.


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