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Disagio Sociale
 

di Emiliano Zaccarella


Paranoia giovanile

Tecum abita: noris quam sit tibi curta supellex

Luoghi comuni della retorica
Scrittura emozionale complessa
Convenzione sociale

L'ombra spira verso orienti d'angoscia
E polveri rosse nel fuggente fuggire del vento.
Su pietre d'umana sventura polvere di
Rossa freddezza. E spenti. Fuochi. E occhi.
Pensieri nudi.
E vedo nel lago più a Sud.
Nel limbo sotteso di cerchi di aria nuotare
E morire mille angeli vinti dalla
Loro stessa mentale invasione.

Popoli e falci nella terra deserta di case
E potere. Potere e non voler mai gridare
A qualcuno una storia diversa dal convenire
Usuale di un illusorio banchetto
Di prede ed alberi secchi.
I fiori del lago nascono morti tra i rami quaggiù
Tra la selva di menti vuote d'anima e cuore.

Sulla sabbia fredda un condannato aspetta
Con le mani legate e la colpa di non
Essere lui il peccatore fra gli altri.
Sta di fronte un umano con gli stessi rancori
E aspetta col fucile in mano che un altro
Finto potente dia il segno di morte.
Un grido nel cielo. E un sorriso.
Sigaretta arsa tra la sabbia umida
Di sangue e sale corroso.
Un uomo a terra pallido in volto.
Con gli occhi aperti e sognanti.

- Alzate gli sguardi. L'orizzonte è lontano
Tra mille valanghe di sabbia.
Non sarò io a condurvi al di là di quel muro di fuoco.
C'è l'Est alle spalle di pochi vedenti -
Sentire è provare. Vedere è sapere.
Sapere e volere correndo nel sole
Ballando con riti di sensi oltre quel cerchio di male.


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