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Dossier DROGA
 

di Giovanni Petta


Droga: riflessione sui dati

Partire dai dati, certo! Tre morti sono tanti per la nostra regione. E, poi, quintalate di sostanza stupefacente, di ogni tipo, in ogni angolo del Molise. Le zone più a rischio sono quelle di confine: Sesto Campano e Termoli soprattutto. Anche dal versante abruzzese, tuttavia, arrivano segnali importanti: Castel di Sangro diventa sempre più un centro di consumo importante.
Da un convegno di psicopedagia, svoltosi a Campobasso qualche mese fa, emergeva - nei corridoi, tra gli operatori, e non nello specifico delle relazioni ufficiali - un dato inquietante: i giovanissimi molisani, gli adolescenti, sono sempre più vicini all'eroina. La fumano, però, per evitare il trauma del buco in vena. Secondo gli esperti, gli effetti non sono diversi da quelli provocati dalla iniezione della sostanza.
Dagli operatori del settore di Termoli giunge forte l'allarme: gli adolescenti della costa molisana sono in un disastro stato di disagio. I dati sono stati rilevati dalle risposte ad un questionario somministrato nelle scuole.
La Provincia di Isernia ha messo a punto un servizio di assistenza ai tossicodipendenti e agli alcolisti nella casa-famiglia di Pozzilli. Buoni i risultati del primo anno di attività ma i dati positivi sono irrilevanti rispetto a quelli negativi da noi riportati nelle varie tabelle e dossier.
Gli inquirenti dell'operazione "Odissea" dichiarano che a Campobasso sono centinaia i consumatori di cocaina. Su questo fronte, ad Isernia, nonostante se ne parli da tempo (qualche anno fa alcune nigeriane furono fermate in stazione prima che consegnasserro la "roba"), nessun sequestro di cocaina.
A Campobasso, intanto, per l'inaugurazione di un ipermercato la città si è bloccato. Traffico intasatissimo per correre all'acquisto. Da alcune interviste a giovani tossicodipendenti emerge il disagio forte nelle famiglie della nostra regione. Conflitti tra genitori e figli, spesso competizione perché i genitori vogliono continuare a fare le cose che toccherebbe fare ai figli. Profonda falsità nei rapporti: spesso i genitori dicono e non fanno, nel senso che inneggiano a "valori" da seguire e poi fanno tutt'altro. I giovani sentono l'insincerità di tutto questo e vanno in crisi. Nello stesso tempo sono definiti, a volte violentemente, "pigri", "incapaci", "senza obiettivi", "senza valori".
Gravi problemi per le famiglie che hanno figli tossicodipendenti. Sembra che molta siano in mano agli usurai per sostenere le spese del recupero dei figli o per consentire al figlio di continuare a fare uso di droga in clandestinità.

Infine, le droghe leggere. Molti ragazzi sono in cura psicoanalitica in conseguenza al forte uso di "fumo". Non riescono più a trovare motivazioni. Si chiudono in casa e, in casa, all'interno della propria famiglia, si chiudono nella loro stanza evitando ogni tipo di contatto con genitori e fratelli.

Visualizza il DOSSIER Droga 2001 in Molise


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