L'8 e il 24 Dicembre di ogni
anno, all'imbrunire, Agnone diventa teatro di uno spettacolo unico ed
irripetibile; ripercorrendo le tappe di un passato semi-ancestrale gli
"attori", indossando i tipici costumi agresti del secolo scorso,
sfilano per le vie cittadine portando fasci di fuoco, creando composizioni
e danze suggestive.
Presunta eredità degli
antichi riti solstiziali del fuoco, strumento quest'ultimo di emulazione,
sulla terra, del calore e della luce del sole, nonché di purificazione
dal male, la 'Ndocciata rinasce ogni anno, assumendo le sembianze di
un vero rito collettivo.
Lo spettatore si trova, così,
catapultato indietro nel tempo quando, alla vigilia di Natale, gli abitanti
del circondario si recavano in paese alla messa di mezzanotte, illuminando,
con le 'ndocce, il buio degli impervi sentieri di montagna. E' solo
ed unicamente in questo scenario che la 'Ndocciata ha il suo senso,
tra le vie larghe e man mano più anguste di una cittadina che
funge da sfondo ad una vera rappresentazione teatrale in cui gli attori,
muti ma espressivi, stabiliscono con le centinaia di spettatori un singolare
rapporto di empatia.
La 'Ndocciata non si è
fermata ad Agnone, ha sfilato a Roma, al cospetto del Papa; si prevede,
inoltre, di "esportarla" oltre oceano, nella Manhattan di
Ground Zero dove, oggi più che mai, il fuoco potrebbe portare
la luce sulle macerie del terrorismo e della guerra.
La 'Ndocciata come colomba di pace anche a Betlemme, culla della cristianità,
ma anche teatro di sanguinosi scontri sullo sfondo dell'interminabile
conflitto arabo-israeliano.
La 'Ndocciata simbolo di pace e strumento di un passato da non dimenticare.