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di Giovanni Petta


A rischio le comunali di Sessano

I consiglieri di minoranza ricorrono al Tar


Si ricorre al Tar anche per le comunali di Sessano del Molise. I quattro consiglieri di minoranza e un elettore del piccolo centro altomolisano hanno presentato una istanza al Tribunale Amministrativo del Molise per la correzione o annullamento del verbale di proclamazione degli eletti. L'atto, redatto il 24 giugno, è stato presentato il 25. Il 26 giugno, il presidente Calogero Piscitello ha fissato la trattazione nel merito del ricorso all'udienza del 5 dicembre prossimo.

Secondo i ricorrenti - che si avvalgono degli avvocati Colalillo e Papa - la lista numero uno, che ha vinto le elezioni comunali del maggio 2002, doveva essere esclusa "a causa di una serie di irregolarità nella fase di raccolta delle firme e di presentazione della lista". La richiesta dei consiglieri di minoranza non riguarda l'annullamento delle elezioni ma la dichiarazione di illegittimità dell'ammissione alla competizione della lista vincente, cioè viene chiesto al Tar di dichiarare vincitrice la lista numero due, quella che invece è uscita sconfitta dalla competizione elettorale.

Le irregolarità a cui si fa riferimento nel ricorso riguardano le firme dei sottoscrittori che -secondo i ricorrenti - sono state raccolte senza che sul modulo fosse riportata la riproduzione grafica del simbolo della lista. Il simbolo sarebbe stato incollato successivamente alla raccolta delle firme e ciò avrebbe indotto in errore i sottoscrittori. Inoltre, sembra che manchi nella documentazione allegata alle firme il programma elettorale della lista vincente, quella cioè collegata al nuovo sindaco di Sessano del Molise Giuseppe D'Ippolito.

La lista numero uno, "Uniti per Sessano", dunque, risulterebbe - secondo i consiglieri di minoranza che hanno presentato il ricorso - ammessa illegittimamente alla competizione elettorale per tutte le irregolarità elencate che "in sede di controllo non sono state riscontrate da parte della Commissione Elettorale Circondariale di Isernia". Un'accusa forte - da parte del candidato sindaco sconfitto e dei suoi consiglieri - anche all'organo di controllo, la Commissione Elettorale appunto, che dovrebbe vigilare sulla modalità di presentazione delle liste.


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