Secondo i ricorrenti -
che si avvalgono degli avvocati Colalillo e Papa - la lista numero
uno, che ha vinto le elezioni comunali del maggio 2002, doveva essere
esclusa "a causa di una serie di irregolarità nella
fase di raccolta delle firme e di presentazione della lista".
La richiesta dei consiglieri di minoranza non riguarda l'annullamento
delle elezioni ma la dichiarazione di illegittimità dell'ammissione
alla competizione della lista vincente, cioè viene chiesto
al Tar di dichiarare vincitrice la lista numero due, quella che
invece è uscita sconfitta dalla competizione elettorale.
Le irregolarità
a cui si fa riferimento nel ricorso riguardano le firme dei sottoscrittori
che -secondo i ricorrenti - sono state raccolte senza che sul modulo
fosse riportata la riproduzione grafica del
simbolo della lista. Il simbolo sarebbe stato incollato successivamente
alla raccolta delle firme e ciò avrebbe indotto in errore
i sottoscrittori. Inoltre, sembra che manchi nella documentazione
allegata alle firme il programma elettorale
della lista vincente, quella cioè collegata al nuovo sindaco
di Sessano del Molise Giuseppe D'Ippolito.
La lista numero uno, "Uniti
per Sessano", dunque, risulterebbe - secondo i consiglieri
di minoranza che hanno presentato il ricorso - ammessa illegittimamente
alla competizione elettorale per tutte le irregolarità elencate
che "in sede di controllo non sono state riscontrate da parte
della Commissione Elettorale Circondariale di Isernia". Un'accusa
forte - da parte del candidato sindaco sconfitto e dei suoi consiglieri
- anche all'organo di controllo, la Commissione Elettorale appunto,
che dovrebbe vigilare sulla modalità di presentazione delle
liste.