ANCHE LIUTAI AL LAVORO DOPO IL TERREMOTO
L'OPERA DEI VOLONTARI DI LEGAMBIENTE
NELLA MESSA IN SICUREZZA DEI BENI CULTURALI
Dagli affreschi settecenteschi del Convento
dei cappuccini di Casacalenda al prezioso organo nella Chiesa madre
di Montorio, dalla chiesa di S. Francesco a Larino fino alle tele
e alle statue di Ripabottoni. E' solo una descrizione sintetica del
patrimonio artistico colpito dal terremoto.
Ma
"non bastano i numeri (64 edifici tra palazzi, campanili, chiese
e conventi di valore storico artistico seriamente danneggiati) né
la classificazione in termini assoluti del loro valore artistico delle
opere colpite: perché anche un affresco che non è mai
entrato nei libri di scuola, per gli abitanti delle aree terremotate
significa invece tanto in termini di identità culturale e radicamento
territoriale"
Così
Simone Andreotti, responsabile della squadra di tecnici volontari
Legambiente che da ieri lavorano per mettere in sicurezza le opere
d'arte a rischio, racconta il senso del loro lavoro. I volontari -
che operano col supporto dei Parchi nazionali del Gargano, del Cilento
e Vallo di Diano, del Vesuvio e Parco regionale della Murgia Materana
insieme alla Provincia di Macerata e in collaborazione con i VVF,
la Protezione civile e con la Soprintendenza - sono ad oggi una cinquantina,
e fra oro ci sono esperti nel recupero e restauro di libri e materiali
cartacei, di archivi, di tele, sculture e tessuti; "abbiamo fatto
arrivare - spiega Andreotti - anche un esperto liutaio per curare
i numerosi e preziosi organi: penso ad esempio a quello settecentesco
della Chiesa madre di Montorio."
In
un solo giorno di lavoro i 50 volontari hanno già schedato,
imballato e spostato in luoghi sicuri una quarantina fra tele di grandi
dimensioni e statue contenute nelle chiese di Ripabottoni.