I PIANI INTEGRATI TERRITORIALI
I progetti integrati sono un
"complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate
tra loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio".
Caratteristica essenziale della tipologia dei Progetti Integrati = riferimento
ad un'area di concentrazione (distretto, parco, giacimento culturale,
città capoluogo, ecc.), i quali puntano sullo sviluppo locale.
A tale tipologia si affianca quella che punta all'integrazione di filiere
di imprese ed in questo caso il riferimento territoriale può
essere individuato anche nell' intero territorio regionale.
Il Progetto Integrato punta a soddisfare una duplice esigenza:
1. assicurare adeguato riconoscimento agli interventi che rispondano
a un principio di integrazione e di concertazione, e siano quindi basati
su di un'idea guida di sviluppo, chiarita e condivisa secondo le procedure
partenariali della programmazione e della concertazione socio - istituzionale
ed attuata secondo il principio della sussidiarietà e della valorizzazione
del ruolo delle autonomie locali;
2. fare in modo che alla complessità di realizzazione di queste
azioni facciano riscontro modalità gestionali unitarie, organiche
ed integrate, in grado di consentire l'effettivo conseguimento degli
obiettivi nei tempi prefissati.
Gli elementi
dei Progetti Integrati sono:
- individuazione dell'idea - guida e della strategia del progetto
(definizione e perseguimento di obiettivi concreti);
- identificazione di un ambito territoriale specifico;
- identificazione del soggetto responsabile del progetto;
- identificazione delle regole gestionali e procedurali opportune
a rendere effettiva la realizzazione dei Progetti Integrati;
- definizione di un sistema di monitoraggio e valutazione dei Progetti
Integrati, che consenta di effettuare aggiustamenti in itinere e di
verificare i risultati in coerenza con gli obiettivi.
La costruzione
del progetto viene realizzata:
a) direttamente dalla Regione, ove la titolarità
del PI resti in capo ad essa.
Si tratta di quei progetti che per la loro caratteristica richiedono
un'assunzione di responsabilità diretta della Regione nella fase
di costruzione.
La Regione si assume la responsabilità del coordinamento, della
progettazione e dell'attuazione.
b) Dall'ente capofila individuato dal tavolo di
concertazione tra gli enti pubblici ovvero in un "soggetto
responsabile" conforme alla normativa sulla progettazione negoziata,
ove il PI sia a regia regionale.
Una volta che la documentazione tecnica ha ricevuto il parere positivo
del Nucleo di Valutazione, i soggetti aderenti al piano integrato firmano
un protocollo d'intesa che la giunta regionale approva.
Dopo l'approvazione del protocollo d'intesa, l'ente capofila del progetto
integrato promosso dagli enti locali stipula una convenzione con l'ente
regionale.
Elementi
distintivi dei tavoli di concertazione
- I tavoli di concertazione verranno istituiti con decreto del Presidente
della GR;
- I tavoli di concertazione per la costruzione dei PI saranno assistiti,
dalla fase d'individuazione alla fase d'inizio della progettazione
esecutiva ,dalle Province;
- Gli Enti e i soggetti chiamati ai tavoli individueranno con atti
formali i loro rappresentanti, abilitandoli a sottoscrivere gli impegni
previsti dai protocolli d'intesa
- II processo di costruzione prevede la possibilità sia per
la Regione sia che per gli altri soggetti di usufruire di risorse
finanziarie per la redazione del PI;
- Il progetto di PI conterrà anche l'individuazione dei beneficiari
finali delle operazioni e delle azioni previste.
Con riferimento a specifici
ambiti tematici e territoriali di realizzazione i P.I. si specificano
e si articolano nei seguenti assi prioritari:
1. Risorse naturali;
2. Risorse culturali;
3. Risorse umane;
4. Sviluppo locale;
5. Città;
6. Reti e nodi di servizio.
L'individuazione degli ambiti
specifici in cui realizzare un progetto integrato sarà compiuta,
attraverso la concertazione fra le istituzioni coinvolte, nazionali
e regionali.
Ciascun asse sarà caratterizzato da specifici aspetti e le misure
di attuazione potranno integrarsi tra loro ad esempio le misure dell'asse
quattro, sia relative alla formazione e alle politiche del lavoro che
alla ricerca, possono integrare le altre misure.
Le operazioni previste dai P.I. devono rispondere ad almeno una delle
seguenti condizioni:
- essere cofinanziate da almeno due fondi strutturali;
- fare riferimento ad almeno due misure.
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO E ANALISI DI FATTIBILITA'
A) PRESENTAZIONE E DEFINIZIONE DEL PROGETTO INTEGRATO TERRITORIALE
- Analisi del contesto ambientale e socio economico;
- Analisi SWOT (punti di forza e di debolezza, opportunità e
rischi);
- Descrizione dell'idea forza;
- Individuazione degli obiettivi e delle strategie;
- Individuazione dell'asse di riferimento e delle specifiche misure;
- Esame della coerenza del P.I.T. con il P.O.R.;
- Esame della coerenza del P.I.T. con gli altri strumenti di programmazione;
- Descrizione sintetica dei risultati della valutazione ambientale strategica;
- Descrizione sintetica dell'attività di partenariato e di concertazione;
- Descrizione delle modalità e dei criteri utilizzati per individuare
le operazioni di natura pubblica ed i soggetti beneficiari dei regimi
d'aiuto;
- Descrizione delle operazioni individuate e dei fabbisogni di assistenza
tecnica e di comunicazione;
- Discussine del livello di integrazione e coerenza interna delle operazioni
e delle azioni;
- Descrizione della compagine partenariale e dell'organizzazione del
soggetto attuatore/gestore;
- Specificazione degli eventuali soggetti attuatori e delle modalità
utilizzate per la loro individuazione;
- Specificazione dei piani finanziari (per misura, per azione, per anno),
specificazione della partecipazione finanziaria del soggetto attuatore/gestore;
- Cronogramma generale delle azioni/operazioni;
- Individuazione e quantificazione degli indicatori di valutazione ex
ante (realizzazione, risultato e impatto).
B) ANALISI DI FATTIBILITA'
TECNICO-TERRITORIALE
- Descrizione degli interventi di natura infrastrutturale, della loro
localizzazione e dei parametri dimensionali, inquadramento degli interventi
nel sistema territoriale ed urbano di riferimento;
- Analisi dei costi di realizzazione, verifica della disponibilità
dei fattori produttivi, calendari e regole di realizzazione;
- Discussione e valutazione dell'impatto ambientale, descrizione delle
azioni dirette alla riduzione del degrado ambientale.
C) ANALISI DI FATTIBILITA'
FINANZIARIA, ECONOMICA E SOCIALE. ANALISI DEGLI IMPATTI
- Descrizione della domanda effettiva e potenziale per beni e servizi
offerti dal territorio;
- Costi e ricavi per tipologia, calcolo degli indicatori di redditività
finanziaria, individuazione delle fonti finanziarie;
- Dimostrazione della sostenibilità finanziaria degli interventi;
- Costi e benefici interni ed esterni, calcolo degli indicatori di redditività
economica e sociale;
- Ricognizione dettagliata delle esigenze del tessuto produttivo locale
e della domanda di aiuti da parte del tessuto imprenditoriale;
- Impatto sulle pari opportunità impatti specifici sul tessuto
produttivo.
D) ANALISI DI FATTIBILITA'
ISTITUZIONALE ED AMMINISTRATIVA. SORVEGLIANZA
- Descrizione dei processi di partecipazione partenariale e degli eventuali
singoli partner, analisi della struttura amministrativa, tecnica ed
organizzativa e delle responsabilità del soggetto responsabile
del P.I.T.;
- Descrizione dettagliata delle procedure per ciascun'operazione/azione,
descrizione dei sistemi di monitoraggio fisico - finanziario e procedurale.