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MUSICA CINEMA TEATRO
Musica
 

di Giovanni Petta

Sergio Gasperi muore a 44 anni
Il chitarrista colpito da una emorragia cerebrale

È morto il 24 giugno, al Neuromed di Pozzilli dove era ricoverato da qualche giorno. È morto in una nuvola ovattata di affetto, di vero amore da parte della sua famiglia, dei suoi amici ma anche di chi lo conosceva appena. Nei corridoi dell'istituto medico di Pozzilli sostavano centinaia di persone a testimoniare la grandezza umana di questo chitarrista. Sembrava di essere, insomma, ad una delle sue serate invece che in un ospedale; sembrava di essere in una piazza, d'estate, a vederlo su un palco con il suo inseparabile Lino, o in un locale, d'inverno, insieme a Celeste, Davide, Alfonso, Nicola, i suoi amici della Back Porch.

Sergio Gasperi suonava con la delicatezza di chi non ha spigoli, di chi non cerca gli angoli. Le sue note erano rotonde, anche quando suonava il rock. Eppure, non c'era mai niente di melenso né di stucchevole nei suoni che uscivano dalla sua chitarra.

Quella appena iniziata sarebbe stata un'altra estate di musica per Sergio: il 28 giugno la prima data e poi in giro per l'Italia a muovere quelle dita grandi eppure agilissime sulle corde della chitarra.

In provincia di Isernia, Sergio aveva suonato con tutti: con i più bravi e con quelli meno bravi, con i timidi e con i musicisti dal caratterino difficile. Aveva sempre trattato tutti allo stesso modo, trovando in ognuno la bellezza dell'anima e mettendola subito in contatto con la sua.

È stato un grande musicista perché capace di dare dignità ad ogni espressione musicale; suonava la vita e la voglia di stare insieme agli altri, non soltanto semplici note. La musica della sua chitarra era un modo di abbracciare l'umanità, di sorridere all'universo. Per questo motivo, Sergio suonerà per sempre nel cuore di chi l'ha conosciuto.


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