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MUSICA CINEMA TEATRO
Musica
 

di Giovanni Petta


Il Vecchio Tratturo in concerto alla Provincia
Musiche del mondo sulle radici isernine

14.10.2002

Che non si possa fare musica contemporanea senza essere fusion è una verità. Le contaminazioni fanno ormai parte del Dna di ogni musicista. Persino la vecchia formazionedel Tratturo (quella degli anni Ottanta, per intenderci), con la sua poeticità etnica, non può fare a meno di rispettare tale regola.

Il concerto che si è tenuto all'auditorium della Provincia è stato bello per questo. Per la molteplicità degli stimoli arrivati sulla platea. La tristezza tutta parigina, da bandoneon sulla Senna, mescolata alla forza tutta viscerale del canto popolare napoletano. Alcune atmosfere da musica da film - alla Claudio Simonetti, per intenderci - a braccetto con il canto arabo-sivigliano del flamenco splendido e lamentoso. Suoni da Alan Parson Project che si fondevano con cromatismi quasi wagneriani. Atmosfere alla Pink Floyd che si univano, senza iato, con lontananze musicali splendidamente celtiche.

Un compito davvero grande quello che incombeva sulla serata dei musicisti isernini: trovare il filo logico che unisse tanto materiale così disomogeneo. Il Tratturo non poteva allontanarsi, pur nella sua dimensione organizzativa e tecnico-musicale di livello internazionale, dalle proprie radici. Eppure ci sono riusciti. Ricci e i suoi hanno trovato il Molise tra tanti input culturali, così che lo spettatore è riuscito ad ascoltare, nelle canzoni, le Mainarde e i vicoli di Isernia, il semi-appennino e il cuore desolato delle terre di Jovine.

Un successo strepitoso, l'auditorium stracolmo ha applaudito lungamente i virtuosismi mai pleonastici di Piero Ricci, la precisione e il tocco di Alfonso Guglielmi al basso, la liuteria ledzepeliniana e la voce pop di Nicola Iorio, la delicatezza insospettata e la puntualità di Davide Fiorelli alla batteria, la grinta e l'attenzione del tastierista-vocalist Enzo Di Luozzo, Facchinetti e Chuck Corea insieme. Infine la voce di Rossana Leva, giovanissima e antica, echi di Madredeus, Lisbona, Portogallo.

Tra le canzoni interventi piccoli e importanti di Gianpaolo D'Uva, Paolo Pugliese e Carmelina Di Florio. Hanno letto splendidamente le poesie di Sabino d'Acunto che sono sembrate, tra quelle note, essere nel loro ambiente naturale, poesie che diventano più belle e acquistano sempre più forza con il passare degli anni.

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