L'agrifoglio
è un albero appartenente alla famiglia delle Aquifoliaceae, ordine
Celastrales. Ha un areale (cioè l'area di indigenato) che va
dal Africa settentrionale alle isole britanniche, dal Portogallo al
Mar Nero. In Italia è presente in tutta la penisola, comprese
le isole ad esclusione della Sicilia Meridionale. Ha un tronco diritto,
con corteccia liscia e di colore grigio, e può raggiungere i
20 m di altezza (più comunemente 20-25 cm di diametro e 8-10
m di altezza). Ha una ramificazione abbastanza regolare in giovane età
che tende a divenire disordinata con l'età Le foglie sono persistenti,
alterne, coriacee, lucide e cerose sulla pagina superiore, opache e
verde più chiaro sulla pagina inferiore, ovate, lunghe 4-9 cm,
inserite sul ramo con un corto picciolo. Specialmente nelle piante giovani,
presentano un margine ondulato e spinoso mentre in quelle adulte tendono
a divenire piane ed a conservare solo la spina terminale (le spine rappresentano
una forma di difesa nei confronti del pascolamento).
L'agrifoglio
è una pianta dioica (esistono piante maschili e piante femminili
da cui consegue che una sola pianta isolata non ha la possibilità
di fruttificare): i fiori, unisessuali, sono portati su piante diverse,
in gruppi di due-tre, all'ascella delle foglie. Sono privi di calice
ed hanno quattro petali bianchi al cui centro è presente l'ovario
di colore verde o i quattro stami con le antere gialle. La fioritura
è primaverile (aprile-maggio).
Il frutto è una drupa di colore rosso vivo che, in associazione
al verde lucente delle foglie, rende la pianta particolarmente decorativa.
Tossici per l'uomo, i frutti rappresentano un'importante fonte alimentare
per gli uccelli nel periodo invernale.
In Italia, l'agrifoglio
è tipico delle faggete fino a circa 1400 metri s.l.m. anche se
può essere rinvenuto nei querceti caducifogli qualora risultino
livellati i fattori ambientali: esposizioni poco soleggiate, clima piovoso,
elevata copertura arborea.
L'agrifoglio ha subito una forte riduzione per cause antropiche tant'è
che è divenuto una specie rara e tutelata dalle leggi italiane.
In Molise, la legge 9/99 ne vieta la raccolta.
La specie, comunque,
è molto diffusa per uso ornamentale con numerose cultivar (Lawsonia,
Ferox, Bacciflava, ecc.), specie esotiche ed ibridi. La propagazione
per seme è piuttosto difficile, mentre quella per talea, margotta
o innesto non crea problemi.