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Natura in Molise
 

di Mario Petta


CAMPOBASSO ED ISERNIA: LE ANTITESI ALLA CITTÀ DEI BAMBINI

Legambiente ha pubblicato il Quinto Rapporto sulle Politiche per l'Infanzia dei Comuni Capoluogo che, annualmente, giudica l'attenzione che le amministrazioni comunali prestano all'infanzia. Guardare alle città dal punto di vista dei bambini significa, dice il presidente di Legambiente Ermete Realacci, costruire le premesse per il miglioramento generale della qualità della vita.
Quattro sono i parametri presi in considerazione dal rapporto: forme di partecipazione alla cosa pubblica, strutture dedicate alla politica per l'infanzia, iniziative di aggregazione e di animazione culturale e progetti avviati attraverso i fondi della legge 285/97. Un quinto parametro è rintracciabile nella coerenza tra la politica per l'infanzia adottata e le scelte ambientali effettuate (isole pedonali, zone a traffico limitato, tasso di motorizzazione, utilizzo dei mezzi pubblici, piste ciclabili, parchi e giardini urbani).
Dal rapporto risulta che poche, anche se in aumento, sono le città dotate di un consiglio comunale dei bambini, quelle dotate di un assessorato all'infanzia o di un ufficio per l'infanzia e ancora meno quelle che possono vantarsi di avere un ufficio per la città dei bambini. In aumento, ma non ancora soddisfacente, è la promozione degli incontri tra bambini e Sindaco e delle altre forme di consultazione, dai questionari ai sondaggi.
Poco attuata, se non in poche città, la progettazione partecipata di spazi pubblici, l'adozione di monumenti volta a creare uno stretto legame tra ambiente pubblico e ragazzi, la proposta di invitare i ragazzi a partecipare attivamente nella vigilanza ambientale.
In aumento anche le iniziative culturali offerte dalle amministrazioni locali quali mostre, convegni sull'infanzia, biblioteche con la possibilità di letture animate, le ludoteche, i ludobus, le rassegne di cinema e di teatro, la realizzazione di riviste e giornali per ragazzi, i programmi informativi sulle emittenti locali nonché le iniziative per il tempo libero quali i campi estivi o le feste all'aperto.
I risultati del rapporto mostrano un'Italia che, sebbene debba fare ancora molti passi in avanti nel processo di adattamento dell'ambiente urbano alle esigenze dei bambini, e non solo, può essere definita sufficientemente amica dei bambini (nel 77% dei comuni capoluoghi viene attuata almeno un'iniziativa di partecipazione alla cosa pubblica).
Non altrettanto può dirsi dei due capoluoghi molisani. Per Isernia e Campobasso, se la situazione evidenziata dall'Ottavo Rapporto sulla Qualità Ambientale dei Comuni Capoluogo era disastrosa, quella prospettata da Ecosistema Bambino 2002 è, a dir poco, drammatica. Campobasso riceve un giudizio insufficiente mentre Isernia, non rispondendo al questionario di Legambiente, mostra un totale disinteresse verso gli argomenti trattati da Ecosistema Bambino.
Forse la totale assenza di verde urbano, di isole pedonali, di zone a traffico limitato, di piste ciclabili, di un vero sistema di monitoraggio della qualità dell'aria, solo per rimanere nell'ambito delle scelte ambientali, hanno probabilmente messo in imbarazzo chi doveva rispondere al questionario.

La situazione è di una tale drammaticità che è inevitabile per Legambiente esprimersi in termini drastici definendo cronico il disinteresse di alcuni centri, e tra questi Isernia, nei confronti dell'infanzia.
In questi centri, continua Legambiente, la strada che le amministrazioni comunali devono compiere per permettere ai bambini di riprendersi la città sembra davvero lunga.

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