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Natura in Molise
 

di Mario Petta


L'OASI NATURALE DI GUARDIAREGIA-CAMPOCHIARO

"Il 2001 è stato sicuramente l'anno più interessante e complesso della breve, seppur intensa, vita della seconda Oasi per estensione fra quelle gestite dal WWF in Italia". Così esordisce sulle pagine de "Il Tempo" Nicola Merola, responsabile dell'Oasi Naturale di Guardiaregia-Campochiaro.

Nel corso del 2001 oltre tremila visitatori hanno richiesto una visita guidata e a questi bisogna aggiungere persone singole e gruppi amanti del fai da te. Sicuramente positivo il bilancio dell'oasi che, per il 2002, intende approntare valide iniziative e per questo fa appello alle istituzioni, soprattutto locali, affinché diano una mano concreta alla valorizzazione del territorio molisano.

L'oasi, sita nei comuni di Campochiaro e di Guardiaregia (Campobasso), con i suoi 2187 ettari è, per estensione, la seconda oasi gestita dal WWF Italia. Posta sul versante molisano del Matese, si sviluppa su un territorio che dai 600 metri s.l.m. sale fino ai 1823 m di Monte Mutria. Diversi sono gli ambienti in essa presenti:


-  le ripide pendici di Monte Mutria coperte da fitti boschi di faggio e incise da canaloni;
-  la montagna di Campochiaro caratterizzata dall'orografia più dolce e dall'azione del fenomeno carsico che ha dato origine a grotte tra le più profonde d'Italia quali la grotta di Pozzo della Neve (-1048 m) e di Cul di Bove (-913 m);
-  il canyon del torrente Quirino, scavato dall'azione incessante delle acque laddove i movimenti orogenetici, responsabili della formazione del Matese, hanno originato una profonda frattura, e la cascata di S. Nicola nei pressi del centro abitato di Guardiaregia che raggiunge, seppure con tre diversi salti, l'altezza di cento metri.


Diverse sono anche le tipologie di vegetazione riscontrabili e tra queste acquistano particolare valenza le faggete a Taxus baccata L. ed Ilex aquifolium L. di Monte Mutria e della Montagna di Campochiaro nonché le foreste dei valloni del Tilio-Acerion delle gole del torrente Quirino. Quest'ultime si caratterizzano per la presenza di due specie vegetali tipiche dell'ambiente mediterraneo come il leccio ed il corbezzolo.
Alle quote maggiori regna incontrastato il faggio che in località Tre Frati forma boschi di notevole spessore naturalistico caratterizzati dalla presenza di alcune piante la cui età è stimata in circa 500 anni. Alle quote inferiori il faggio è sostituito dal cerro, dall'orniello, dal carpino nero e da molte altre specie tra le quali particolare importanza è detenuta dall'acero di Lobelius che è un endemismo dell'Italia meridionale. Ricche sono le fioriture del giglio di S. Giovanni, del garofano selvatico, dell'anemone dell'Appennino, dell'Aquilegia vulgaris, dell'Hepatica nobilis.
Oltre il limite della vegetazione arborea, su Monte Mutria, l'oasi si caratterizza per la presenza di una fitta vegetazione erbacea che origina un cotico erboso arricchito dalla fioritura di genziane, orchidee diverse, Primula agricola, Androsace appenninica. Nel territorio dell'oasi sono state censite oltre trenta specie di orchidee delle quali alcune rivestono un'importanza rimarchevole.
Anche la fauna si presenta ricca di specie. Tra queste il lupo, il cinghiale, il tasso, lo scoiattolo, il gatto selvatico. La presenza di acqua rende abbondante gli anfibi quali l'ululone dal ventre giallo, la rana dalmatina, la salamandra pezzata e la salamandrina dagli occhiali, un raro endemismo italiano divenuto il simbolo dell'oasi. Tra i rettili merita menzione soprattutto la Natrice dal collare. Nelle gole del torrente Quirino non è raro poter osservare il falco pellegrino, la poiana, il nibbio reale e il rarissimo lanario. Ancora da menzionare è la presenza del picchio rosso maggiore, del picchio verde, del picchio muratore, del gracchio alpino e del merlo acquaiolo.
Tra gli insetti è da segnalare la presenza della farfalla diurna Zerinthya polyxena.
Queste righe rappresentano solo una brevissima ed incompleta rassegna delle ricchezze naturalistiche che l'oasi può vantare. Esse la rendono un luogo da visitare senza titubanze e con l'occhio attento di chi vuole scoprire le ricchezze di una natura, che seppure a pochi chilometri dalle nostre città, nasconde ricchezze non facilmente immaginabili e a cui molto spesso non si riserva il dovuto rispetto.
E' auspicabile che le scuole delle aree limitrofe tengano a mente la possibilità di far vivere ai loro studenti giornate di studio apparentemente diverse dal solito ma che senza dubbio possono offrire spunti concreti da applicare alla vita quotidiana.
Per ulteriori informazioni ed eventuali prenotazioni di visite guidate consultare il sito internet http://www.wwf.it/oasi/schede2/guardiaregia.htm .

 


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