Il termine comune
pungitopo deriva dal fatto che in passato era largamente utilizzato
per farne dei fasci con i quali si cercava di proteggere i depositi
di granaglie dai roditori.
E' un piccolo
arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Liliaceae. E' dotato
di un rizoma robusto provvisto nella parte inferiori di grosse radici
quasi mai ramificate. I fusti, originati dal rizoma sono alti fino a
1 m, con base legnosa, molto rigidi e abbondantemente ramificati nella
parte superiore. Quelle che comunemente sono indicate come foglie sono
in realtà rami modificati (fillocladi), dotati di una spina apicale,
che ne hanno assunto forma e funzione. Le foglie vere sono di piccolissime
dimensioni (alcuni millimetri), di forma triangolare o lanceolata, situate
al centro dei cladodi. La drastica riduzione delle dimensioni fogliari
e la trasformazione dei rami in foglie è un particolare adattamento
evoluzionistico messo in atto dalla pianta per far fronte ai climi caratterizzati
da una stagione calda e arida alquanto prolungata.
I fiori sono
dioici, piccoli, portati singolarmente (raramente appaiati) al centro
della pagina superiore dei fillocladi (all'ascella delle vere foglie).
I frutti sono delle bacche carnose di circa 1 cm di diametro, rotonde,
di colore rosso vivo che forniscono alla pianta un gradevole effetto
cromatico.
Anche il pungitopo
è considerata specie rara e la legge della regione Molise n.
9/99 ne vieta la raccolta. Si può rintracciare nei cedui invecchiati
localizzati nelle posizioni più fresche.
Oltre al R.
aculeatus L., esiste un altro pungitopo (R. hypoglossum L.) che si
differenzia per i cladodi di maggiori dimensioni. Esso è più
raro ed è tipico degli ambienti caratterizzati da maggiore
umidità edifica, ma soprattutto atmosferica.
torna
indietro