Il vischio bianco
(Viscum album L.) è un'emiparassita a cespuglio appartenente
alla famiglia delle Loranthaceae. Il termine emiparassita sta ad indicare
che la pianta, non avendo radici proprie che le permettano di assorbire
dal terreno l'acqua e gli elementi nutritivi di cui necessita per la
crescita, vive allo stato di parassita a spese di altri organismi vegetali
all'interno del cui legno (xilema) affonda i propri austori senza mai
entrare in contatto con i vasi floematici che trasportano la linfa elaborata.
Il vischio, infatti, è dotato di un proprio apparato fogliare
del tutto idoneo allo svolgimento della fotosintesi. Il prelevamento
dell'acqua, e con essa dei minerali, avviene grazie al fatto che il
vischio è caratterizzato da un tasso di traspirazione molto più
elevato di quello della pianta ospite*.
Le foglie sono
spesse, piccole, opposte ed a forma di ali di uccello aperte. I fiori,
che compaiono all'estremità dei getti annuali non prima del quinto
anno, sono di colore giallo-verde, unisessuali e portati su piante diverse:
esistono piante femminili e piante maschili (specie dioica). L'impollinazione
è entomofila (operata dagli insetti) mentre il vento (impollinazione
anemofila) ha un'importanza piuttosto ridotta. Il frutto è una
bacca (in realtà è una pseudobacca in quanto l'asse fiorale
contribuisce alla formazione del frutto) di colore bianco madreperlaceo.
Esso, nel periodo invernale, rappresenta un'importante fonte alimentare
per gli uccelli che nutrendosene operano la disseminazione. I semi del
vischio rilasciati dagli uccelli e che aderiscono ai rami, se posti
in condizioni di luce sufficienti (quelli posti in posizione ombreggiata
perdono rapidamente il potere germinativo), germinano e l'ipocotile
(cioè il fusticino verde) che fuoriesce dal seme si estende.
Raggiunta la lunghezza di circa 1 cm si ripiega verso la pianta ospite
(fototropismo negativo: allontanamento dalla luce) trasformando la sua
estremità in un appressorio che aderisce alla corteccia. Al centro
dell'appressorio si sviluppa un austorio primario che penetra molto
lentamente nel legno dell'ospite andando a prelevare l'acqua e i soluti
di cui necessita. Proprio questa lenta penetrazione fa sì che
per i primi 3-4 anni dopo la germinazione la piantina di vischio presente
sull'ospite non è visibile da terra.
Dall'austorio
molto spesso si originano dei cordoni radicali che allungandosi sotto
la corteccia del ramo creano una sorta di reticolo da cui possono originarsi
degli austori secondari che, come il primario, affondano nel legno e
originano in superficie nuovi getti.
A seconda della
specie ospite si distinguono tre sottospecie di vischio: il vischio
dell'abete, il vischio del pino e il vischio delle latifoglie
Nonostante il suo aspetto estetico, il vischio resta una pianta parassita
che nel caso di un attacco massiccio può determinare nella pianta
ospite un rallentamento dell'accrescimento oltre che un danneggiamento
del legno a causa della penetrazione degli austori.
* Il movimento dell'acqua dal
terreno alle radici, e da queste al fusto fino alle foglie, è
determinato, in ogni vegetale, da una pompa rappresentata dal gradiente
di umidità che viene a crearsi tra le diverse parti. Le foglie
per poter svolgere la fotosintesi, attraverso la quale producono i carboidrati
necessari, ha bisogno di anidride carbonica che preleva dall'atmosfera
attraverso delle piccole aperture (stomi) presenti generalmente sulla
pagina inferiore delle foglie (tranne rarissimi casi come, per esempio,
le piante acquatiche). Nell'aprire gli stomi inevitabilmente la pianta
è costretta a perdere acqua (traspirazione stomatica) a causa
del gradiente di umidità esistente tra l'interno della foglia
e l'atmosfera. La perdita di acqua, genera un gradiente tra foglia e
fusto che ne richiama dell'altra. La stessa cosa avviene tra fusto e
radici e tra queste e il terreno.