«SONO ANCORA IN ATTESA DI INCONTRARE L'ARTE»
UMBERTO TÀCCOLA
Cominciamo
con l'arte. Che cos'è?
Io non sono un artista. Sono
un disegnatore che spera di diventare un bravo pittore. L'arte l'ho
incontrata da fruitore, osservando i grandi capolavori.
Per esempio?
La cena di Emmaus a Brera o
le tele nere di Goya. Sono cose che riempiono l'anima, la soddisfano.
Cosa può
offrire in questo campo il Molise?
La natura. La natura che io
considero un'opera d'arte. Io sono un popolano, rivierasco e piratesco.
Amo la condizione dell'uomo povero perché nasconde una infinita
ricchezza: la semplicità del gusto. L'uomo povero non ha necessità
di fronzoli per offrire le sue cose.
La cultura
nel Molise
Sono qui da venti anni a fare
il cane sciolto. Non ho trovato affinità con quelle che sono
le mie aspettative e le mie caratteristiche. Sono rimasto un toscano
nel bene e nel male. Ho apprezzato molto l'aspetto povero del Molise.
È questa la cultura del Molise. Non dobbiamo identificare la
povertà con il regresso. Penso che nel subconscio dei molisani
ci sia la voglia di rimanere un po' isolati. Mi piace questa emancipazione
voluta rimanendo nel proprio guscio e rispettando i propri valori.
Se lei avesse
dal presidente Iorio mezzo miliardo di lire da gestire in un anno per
la cultura in Molise, cosa farebbe?
Li spenderei per una campagna
che avesse l'obiettivo di decuplicare quella cifra. Mezzo miliardo non
basta. Per migliorare la cultura in Molise si dovrebbe partire dagli
asili d'infanzia. E, poi, l'istruzione di un pilota da caccia a Nisida
costa 4 miliardi. 4 miliardi spesi per insegnare ad uccidere. Io sono
contro le guerre perché ne ho fatta una. Educare e poi far fare
la guerra a chi hai educato è semplicemente stupido. Come
si fa a cambiare tutto questo con mezzo miliardo?
Cos'ha intenzione
di dipingere ancora?
Vorrei fare dei quadri religiosi
ma che siano stimolanti e polemici. Non mi piace l'idea di un Cristo
bianco, per esempio. Anche perché il bianco è più
attaccabile dallo sporco. Vorrei che noi bianchi facessimo un esame
di coscienza.
Lei ha viaggiato
e disegnato tanto. È riuscito a capire che cos'è la vita?
Una passeggiata. Una passeggiata
bellissima. Tra quattro mesi compio ottant'anni. Non avrei mai immaginato
di arrivare fin qui. Ed ora che ci sono, sono davvero felice. Programmo
le mie giornate, una alla volta. Quando sarà il mio turno non
avrò rimpianti. Me ne andrò con serenità e leggerezza.