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Personaggio del momento

Umberto Tàccola


UMBERTO TÀCCOLA è nato a Livorno l'8 aprile 1922, "poco prima della rivoluzione fascista - dice lui -; non sono riuscito ad impedirla!" Prima degli esami di fine corso ginnasiale fugge per non entrare in seminario "Conquista" a 25 anni la licenza media inferiore, dopo aver fatto il prigioniero di guerra, per tre anni, in Tunisia e Algeria. "Ho incontrato il disegno a 4 anni, guardando mio padre che era un disegnatore dilettante, come me" Vive ad Isernia dal 1980. "In Canada ebbi a che fare con un molisano. Con lui collaborai a giornali di lingua italiana. Quando rientrai in Italia, con cittadinanza canadese, fu lui a farmi conoscere il Molise. Nel momento della decisione di rimanere, io (toscano) e mia moglie (abruzzese) cercammo un territorio neutrale per vivere. Decidemmo così per il Molise". Dal 1980, ha disegnato e dipinto il Molise (e non solo). Ha inventato la Filatemia, una filatelia tutta sua, e l'italianico, una lingua di supporto per la campagna di difesa della lingua italiana. Le sue opere sono arrivate, in originale o in cartolina, in ogni casa molisana.


Berlusconi


Veltroni

 

L'INTERVISTA


«SONO ANCORA IN ATTESA DI INCONTRARE L'ARTE»
UMBERTO TÀCCOLA

Cominciamo con l'arte. Che cos'è?

Io non sono un artista. Sono un disegnatore che spera di diventare un bravo pittore. L'arte l'ho incontrata da fruitore, osservando i grandi capolavori.

Per esempio?

La cena di Emmaus a Brera o le tele nere di Goya. Sono cose che riempiono l'anima, la soddisfano.

Cosa può offrire in questo campo il Molise?

La natura. La natura che io considero un'opera d'arte. Io sono un popolano, rivierasco e piratesco. Amo la condizione dell'uomo povero perché nasconde una infinita ricchezza: la semplicità del gusto. L'uomo povero non ha necessità di fronzoli per offrire le sue cose.

La cultura nel Molise…

Sono qui da venti anni a fare il cane sciolto. Non ho trovato affinità con quelle che sono le mie aspettative e le mie caratteristiche. Sono rimasto un toscano nel bene e nel male. Ho apprezzato molto l'aspetto povero del Molise. È questa la cultura del Molise. Non dobbiamo identificare la povertà con il regresso. Penso che nel subconscio dei molisani ci sia la voglia di rimanere un po' isolati. Mi piace questa emancipazione voluta rimanendo nel proprio guscio e rispettando i propri valori.

Se lei avesse dal presidente Iorio mezzo miliardo di lire da gestire in un anno per la cultura in Molise, cosa farebbe?

Li spenderei per una campagna che avesse l'obiettivo di decuplicare quella cifra. Mezzo miliardo non basta. Per migliorare la cultura in Molise si dovrebbe partire dagli asili d'infanzia. E, poi, l'istruzione di un pilota da caccia a Nisida costa 4 miliardi. 4 miliardi spesi per insegnare ad uccidere. Io sono contro le guerre perché ne ho fatta una. Educare e poi far fare la guerra a chi hai educato è semplicemente stupido. Come si fa a cambiare tutto questo con mezzo miliardo?

Cos'ha intenzione di dipingere ancora?

Vorrei fare dei quadri religiosi ma che siano stimolanti e polemici. Non mi piace l'idea di un Cristo bianco, per esempio. Anche perché il bianco è più attaccabile dallo sporco. Vorrei che noi bianchi facessimo un esame di coscienza.

Lei ha viaggiato e disegnato tanto. È riuscito a capire che cos'è la vita?

Una passeggiata. Una passeggiata bellissima. Tra quattro mesi compio ottant'anni. Non avrei mai immaginato di arrivare fin qui. Ed ora che ci sono, sono davvero felice. Programmo le mie giornate, una alla volta. Quando sarà il mio turno non avrò rimpianti. Me ne andrò con serenità e leggerezza.


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