LA FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE E DELLE RELAZIONI
INTERNAZIONALI DI ISERNIA SI E' ADEGUATA ALLA RIFORMA UNIVERSITARIA
La facoltà di Scienze Politiche e Delle Relazioni Internazionali di
Isernia, sita in Palazzo Orlando in via De Gasperi, si è adeguata anch'essa
alla riforma universitaria e ha resi noti i suoi obbiettivi formativi,
gli sbocchi professionali e il piano di studi. L'obiettivo formativo,
si articola: in analisi dei tre fondamentali livelli della politica;
lo studio della comunità politica e della sua identità sotto il profilo
storico, politico e sociale; lo studio delle istituzioni, degli attori
e dei processi di governo sotto il profilo giuridico, politico ed economico;
lo studio delle politiche pubbliche sotto il profilo economico, sociale
e politico; analisi dei rapporti tra i sistemi politico-economici nazionali,
sopranazionali ed internazionali. Il corso di laurea tende inoltre a
fornire conoscenze metodologiche e professionali nell'ambito delle discipline
economiche, giuridiche, storiche, sociali e metodologiche, con particolare
attenzione alle tematiche comparate e internazionali nonché ad acquisire
una buona padronanza dei metodi della ricerca empirica politologica,
sociologica, statistica ed economica. Il corso di laurea offre possibilità
di impiego nelle organizzazioni pubbliche-nazionali, subnazionali ed
intemazionali, nelle imprese nazionali e multinazionali, nel settore
socio-economico, della ricerca e della comunicazione (dal giornalismo
al marketing). La conoscenza di base contenuta nelle discipline storiche,
giuridiche e sociali si associa ad un orientamento all'analisi empirica,
propria delle discipline socio-politologiche, economiche e statistiche,
sostenute da una formazione innovativo nelle metodologie informatiche
e dalla conoscenza di due lingue straniere. A disposizione degli studenti,
nella segreteria di palazzo Orlando, vi sono le guide illustrate dei
piano di studi con i relativi programmi e il numero di crediti formativi
(novità già ampiamente illustrata in un nostro precedente articolo).
Per concludere, bisogna tenere ben presente che per l’anno accademico
in corso, 2001-2002, sono stati attivati solo due dei tre anni di corso
previsti.