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Scuola e Università
 

a cura della redazione


Ai nastri di partenza per l'anno scolastico 2002-2003
Isernia e provincia

Parte la carica dei quindicimila. Tanti sono gli alunni dei vari ordini di scuola della provincia che tra il 10 e 16 settembre - a seconda del giorno d'apertura scelto in autonomia dalle singole scuole - taglieranno il nastro di partenza del nuovo anno scolastico. 2.003 sono gli alunni della scuola d'infanzia, 4.856 quelli delle elementari. Le scuole medie contano 2.822 giovani presenze. 4.868 le superiori. 758 il totale delle classi. In questi ultimi giorni le librerie e le cartolerie sono affollatissime: studenti e genitori si impegnano al massimo per un giusto "approvigionamento" degli strumenti necessari all'apprendimento.

Ai blocchi di partenza anche i docenti: 1.305 in tutto. 103 quelli di sostegno. 208 nella scuola dell'infanzia, 445 alle elementari, 253 alle medie e 398 alle superiori. Si muoveranno sul territorio impervio della provincia, sfidando le intemperie invernali per raggiungere il posto di lavoro.

Un segnale preoccupante è la diminuzione del numero dei contratti annuali. Nella provincia di Isernia ne mancano ottanta. Si è passati, infatti, da circa 150 degli anni precedenti ai 70 dell'anno scolastico 2002-2003. Molti precari non lavoreranno. È il risultato della "guerra dei poveri" scatenata dalle sei ore di insegnamento in più che i docenti hanno facoltà di richiedere.

I docenti, infatti, hanno da quest'anno la possibilità di insegnare di più per avere una retribuzione migliore. Ciò ha prodotto come primo risultato visibile la diminuzione delle cattedre a disposizione dei precari (eclatante il caso di un insegnante di filosofia che si ritrova quest'anno per la prima volta senza lavoro dopo 17 anni di precariato). Il secondo risultato ipotizzabile - ma questo è tutto da vedere - è la diminuzione della qualità dell'insegnamento. I docenti che hanno chiesto le sei ore aggiuntive dovranno, infatti, lavorare per 24 ore settimanali rispetto alle 18 degli anni passati. Ce la faranno a mantenere alto lo standard qualitativo? In provincia di Isernia l'85% circa degli insegnanti ha chiesto le sei ore aggiuntive.


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