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Scuola e Università
 

di Giuseppe Lanese


LA RIFORMA UNIVERSITARIA E LE NUOVE "lauree 3+2"

Con l'anno accademico 2001/2002 entra in vigore la riforma universitaria e centinaia di migliaia di studenti in tutta Italia dovranno confrontarsi inevitabilmente con una nuova e "rivoluzionaria offerta didattica".
La riforma rappresenta un mutamento radicale della ormai rigida e superata struttura del sistema universitario italiano, un mutamento reso indispensabile da una serie di criticità, che hanno caratterizzato e ancora caratterizzano il nostro sistema: la rigidità dei percorsi formativi, la durata eccessiva dei corsi, l'elevato numero di abbandoni. Ma la riforma prende le mosse anche dalla consapevolezza delle profonde trasformazioni che la nostra società sta attraversando e dei nuovi bisogni di formazione che da essa scaturiscono.
La principale innovazione consiste nell'introduzione del credito formativo che deve intendersi come l'unità di misura del lavoro di apprendimento dello studente. La logica del credito formativo può essere intesa attraverso l'individuazione di uno dei principali obiettivi verso cui tende la nuova riforma: passare dall'ottica dell'insegnamento all'ottica dell'apprendimento. La nuova parola d'ordine è "ottimizzazione", cioè far acquisire competenze attraverso una offerta formativa mirata, tenendo in considerazione in funzione della qualità dell'apprendimento, non soltanto le ore di lezione in aula, ma anche le ore di studio individuale, senza, in questo modo, sottoporre lo studente a carichi di lavoro eccessivi ed evitando così di allungare la durata degli studi. L'obiettivo delle nuove lauree è quella di raggiungere l'equilibrio tra una solida formazione di base e un'adeguata formazione in grado di rendere professionali e spendibili sul mercato del lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studio.
Proprio all'interno di quest'ultimo sono previste alcune importanti novità come la possibilità di pianificare una parte del proprio corso di laurea in modo personalizzato, la conoscenza obbligatoria di almeno un'altra lingua della comunità europea e lo studio dell'informatica. E' previsto inoltre un ampio spazio per la formazione "operativa", attraverso l'introduzione di laboratori, stage e tirocini alcuni inseriti nel piano di studi come obbligatori.

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