LA RIFORMA UNIVERSITARIA E LE NUOVE "lauree 3+2"
Con l'anno accademico
2001/2002 entra in vigore la riforma universitaria e centinaia di migliaia
di studenti in tutta Italia dovranno confrontarsi inevitabilmente con
una nuova e "rivoluzionaria offerta didattica".
La riforma rappresenta un mutamento radicale della ormai rigida e superata
struttura del sistema universitario italiano, un mutamento reso indispensabile
da una serie di criticità, che hanno caratterizzato e ancora
caratterizzano il nostro sistema: la rigidità dei percorsi formativi,
la durata eccessiva dei corsi, l'elevato numero di abbandoni. Ma la
riforma prende le mosse anche dalla consapevolezza delle profonde trasformazioni
che la nostra società sta attraversando e dei nuovi bisogni di
formazione che da essa scaturiscono.
La principale innovazione consiste nell'introduzione del credito formativo
che deve intendersi come l'unità di misura del lavoro di apprendimento
dello studente. La logica del credito formativo può essere intesa
attraverso l'individuazione di uno dei principali obiettivi verso cui
tende la nuova riforma: passare dall'ottica dell'insegnamento all'ottica
dell'apprendimento. La nuova parola d'ordine è "ottimizzazione",
cioè far acquisire competenze attraverso una offerta formativa
mirata, tenendo in considerazione in funzione della qualità dell'apprendimento,
non soltanto le ore di lezione in aula, ma anche le ore di studio individuale,
senza, in questo modo, sottoporre lo studente a carichi di lavoro eccessivi
ed evitando così di allungare la durata degli studi. L'obiettivo
delle nuove lauree è quella di raggiungere l'equilibrio tra una
solida formazione di base e un'adeguata formazione in grado di rendere
professionali e spendibili sul mercato del lavoro, le competenze acquisite
durante il percorso di studio.
Proprio all'interno di quest'ultimo sono previste alcune importanti
novità come la possibilità di pianificare una parte del
proprio corso di laurea in modo personalizzato, la conoscenza obbligatoria
di almeno un'altra lingua della comunità europea e lo studio
dell'informatica. E' previsto inoltre un ampio spazio per la formazione
"operativa", attraverso l'introduzione di laboratori, stage
e tirocini alcuni inseriti nel piano di studi come obbligatori.