UN'UNIVERSITÀ A MISURA DI STUDENTE
"Sogno una
città universitaria dove passeggiando per il centro storico il
pomeriggio abbia la possibilità di fermarmi a guardare le vetrine
dei negozi, dove in ogni vicolo poter osservare le botteghe di artigiani
che lavorano, dove potermi sedere tra una lezione e l'altra e bermi
un caffè in compagnia di altri studenti senza dover fare la fila
per un posto
dove poter svolgere e seguire attività culturali
nel tempo libero e dove poter mangiare seduta regolarmente ad un tavolino..".
Queste non sono divagazioni poetiche di una giovane sognatrice, ma le
considerazioni di una studentessa universitaria a cui abbiamo domandato
come dovrebbe essere e cosa dovrebbe offrire una città, in questo
caso Isernia, per essere a misura di universitario.
Gli studenti che decidono di iscriversi all'università e di frequentare
le facoltà con sede ad Isernia, ormai non sono pochi; il loro
numero aumenta di anno in anno, in base anche alla crescita dell'offerta
formativa.
I vantaggi sono indubbi: primo fra tutti il tipo di rapporto che è
possibile instaurare in una "piccola" facoltà con i
docenti, cosa praticamente impossibile nelle grandi sedi universitarie.
La qualità del rapporto interpersonale però da sola non
basta per motivare la scelta di uno studente ad inscriversi in questa
od in quella università. Occorrono tutta una serie di condizioni
e servizi che garantiscano la vivibilità dell'ambiente universitario
a trecentasessanta gradi.
Parliamo ad esempio del servizio mensa. Chi non si è accorto
della incredibile situazione di disagio a cui sono sottoposti studenti
e docenti delle facoltà di Isernia, i quali per quanto riguarda
i pasti sono costretti assolutamente ad arrangiarsi? Fino a qualche
tempo fa (e ci auguriamo che si sia rimediato alla ridicola situazione!)
l'unico locale adibito a mensa e convenzionato con l'università
era situato a circa quattro chilometri da essa. Certo, raggiungibile
con qualche sacrificio dagli studenti isernini con la macchina, ma praticamente
inaccessibile a tutti i pendolari che ovviamente per questioni di comodità
e di tempo preferivano organizzarsi in modo diverso, magari ripiegando
sulla "insostituibile" pizza.
Ad Isernia intanto il mercato degli affitti è in continua ascesa;
sono molte infatti le abitazioni affidate a gruppi di studenti. Crediamo
che sia questo un tipo di "turismo", se vogliamo chiamarlo
in questo modo, da non sottovalutare, che a Campobasso ha dato una scossa
decisiva per quanto riguarda lo sviluppo economico, sociale e culturale
della città. Adesso il capoluogo regionale vanta una popolazione
studentesca di circa diecimila unità e le conseguenze positive
di questa "esplosione demografica" sono sotto gli occhi di
tutti, a partire dalle numerose attività commerciali sorte negli
ultimi anni, nella rivitalizzazione del centro storico, nella nascita
di iniziative culturali che hanno contribuito a rendere Campobasso una
città più vivibile sotto tanti aspetti. L'università
ad Isernia può crescere, possono crescere i servizi e può
crescere di conseguenza la città, ma prima di tutto occorre avere
la convinzione che non sia tutto dovuto, ma che una buona parte del
successo di tutto ciò sia frutto anche della nostra volontà
e del nostro impegno.