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Scuola e Università
 

di Giuseppe Lanese


UN'UNIVERSITÀ A MISURA DI STUDENTE

"Sogno una città universitaria dove passeggiando per il centro storico il pomeriggio abbia la possibilità di fermarmi a guardare le vetrine dei negozi, dove in ogni vicolo poter osservare le botteghe di artigiani che lavorano, dove potermi sedere tra una lezione e l'altra e bermi un caffè in compagnia di altri studenti senza dover fare la fila per un posto… dove poter svolgere e seguire attività culturali nel tempo libero e dove poter mangiare seduta regolarmente ad un tavolino..". Queste non sono divagazioni poetiche di una giovane sognatrice, ma le considerazioni di una studentessa universitaria a cui abbiamo domandato come dovrebbe essere e cosa dovrebbe offrire una città, in questo caso Isernia, per essere a misura di universitario.
Gli studenti che decidono di iscriversi all'università e di frequentare le facoltà con sede ad Isernia, ormai non sono pochi; il loro numero aumenta di anno in anno, in base anche alla crescita dell'offerta formativa.
I vantaggi sono indubbi: primo fra tutti il tipo di rapporto che è possibile instaurare in una "piccola" facoltà con i docenti, cosa praticamente impossibile nelle grandi sedi universitarie.
La qualità del rapporto interpersonale però da sola non basta per motivare la scelta di uno studente ad inscriversi in questa od in quella università. Occorrono tutta una serie di condizioni e servizi che garantiscano la vivibilità dell'ambiente universitario a trecentasessanta gradi.
Parliamo ad esempio del servizio mensa. Chi non si è accorto della incredibile situazione di disagio a cui sono sottoposti studenti e docenti delle facoltà di Isernia, i quali per quanto riguarda i pasti sono costretti assolutamente ad arrangiarsi? Fino a qualche tempo fa (e ci auguriamo che si sia rimediato alla ridicola situazione!) l'unico locale adibito a mensa e convenzionato con l'università era situato a circa quattro chilometri da essa. Certo, raggiungibile con qualche sacrificio dagli studenti isernini con la macchina, ma praticamente inaccessibile a tutti i pendolari che ovviamente per questioni di comodità e di tempo preferivano organizzarsi in modo diverso, magari ripiegando sulla "insostituibile" pizza.
Ad Isernia intanto il mercato degli affitti è in continua ascesa; sono molte infatti le abitazioni affidate a gruppi di studenti. Crediamo che sia questo un tipo di "turismo", se vogliamo chiamarlo in questo modo, da non sottovalutare, che a Campobasso ha dato una scossa decisiva per quanto riguarda lo sviluppo economico, sociale e culturale della città. Adesso il capoluogo regionale vanta una popolazione studentesca di circa diecimila unità e le conseguenze positive di questa "esplosione demografica" sono sotto gli occhi di tutti, a partire dalle numerose attività commerciali sorte negli ultimi anni, nella rivitalizzazione del centro storico, nella nascita di iniziative culturali che hanno contribuito a rendere Campobasso una città più vivibile sotto tanti aspetti. L'università ad Isernia può crescere, possono crescere i servizi e può crescere di conseguenza la città, ma prima di tutto occorre avere la convinzione che non sia tutto dovuto, ma che una buona parte del successo di tutto ciò sia frutto anche della nostra volontà e del nostro impegno.


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