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Nome:
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Giuseppe |
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Cognome
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Boschetti |
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Data
di nascita :
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23/03/1972 |
Titoli
personali:

GIUSEPPE BOSCHETTI
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1993:
arbitro a livello regionale
1993/1994: arbitro regionale del
Campionato di serie D
1995/1996: arbitro regionale del
Campionato di serie D
1997: arbitro interregionale di
serie C2
1997/1999: arbitro interregionale
di serie C2
1999/2002: arbitro nazionale del
Campionato di C1 maschile e di B2 femminile
Titoli Particolari:
1997: convocato tra i migliori
arbitri della Regione Molise per il Progetto Verde a Cosenza
1998: diploma di merito come Miglior
Giovane Arbitro della Regione Molise
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- Giuseppe,
come ti sei avvicinato alla carriera di arbitro?
Durante gli Europei di Basket del 1991, quando la Squadra Azzurra riuscì
per un soffio a sfiorare il titolo di Campione Europeo, in televisione,
tra un incontro e l'altro, promuovevano un nuovo modo di fare carriera
nella Federazione Italiana Pallacanestro, la carriera di arbitro professionista.
Così, "stuzzicato" da quella massiccia campagna pubblicitaria,
decisi di partecipare, più che altro per curiosità, al
Progetto Arbitrale indetto a livello nazionale dalla FIP
- Non c'è
dubbio che,
un ragazzo, sia più attratto dalla pratica sportiva in qualità
di atleta che come arbitro, ma quale è stato il fattore determinante
che ti ha fatto propendere per la carriera arbitrale?
Sono sempre stato un ragazzo molto attivo e sportivo! Nella mia vita
ho sempre praticato molti sport, ma nel basket non sono mai riuscito
a raggiungere un discreto livello di gioco. Dedicandomi alla carriera
di arbitro professionista, ho continuato a coltivare la mia passione
per la pallacanestro e, contemporaneamente, ho continuato a praticare
sport, seppur in maniera diversa da quanto facevo prima. Non ero più
un atleta, ma comunque continuavo ad essere uno sportivo e a rimanere
nel meraviglioso mondo del basket. Una scelta diversa, non c'è
dubbio, come quella che può intraprendere un ragazzo che voglia
iniziare la carriera di allenatore
- L'arbitro spesso diventa facile bersaglio
dell'ira del pubblico, un fattore che avrebbe potuto incidere negativamente
sulla tua scelta
Assolutamente no! C'è una grande soddisfazione quando arbitri
bene, quando il pubblico ti applaude ed i giocatori sono corretti, che
non pensi affatto al giudizio che può arrivare dall'esterno.
Il "bello" dell'arbitro è che scende in campo per giudicare,
ma a sua volta è giudicato dal pubblico, dai giocatori e dall'osservatore
della FIP che a fine gara stila un referto ed un giudizio sulla prova
arbitrale
- A proposito di spettatori, hai mai avuto
seri problemi con le tifoserie?
Sostanzialmente il pubblico che segue le partite di basket è
abbastanza corretto, c'è però da dire che, man mano che
si scende verso il Sud dell'Italia, il gioco diventa più carico
di agonismo e di conseguenza aumenta lo scontro fisico. Tutti fattori
che rendono la conduzione della gara abbastanza difficile. Bisogna sottolineare,
poi, che nel basket ci sono molte regole che non tutti gli appassionati
che affollano le tribune conoscono, e quindi, è facile che il
pubblico si "surriscaldi" per qualche decisione arbitrale
che secondo il loro giudizio è sbagliata
- Come mi dicevi, dunque anche voi arbitri siete sottoposti a dei giudizi
e a delle verifiche periodiche
Certo, ad ogni inizio di campionato ed ogni sei mesi abbiamo delle verifiche
sia fisiche sia sulla conoscenza del regolamento. Ad ogni inizio di
anno agonistico siamo convocati per il raduno pre-campionato dove siamo
sottoposti prima ad una prova scritta, incentrata sul regolamento e
sui singoli articoli, e successivamente, solo se si è riusciti
a superare la prova scritta con meno di quattro errori, si accede alla
prova fisica. Se un arbitro non riesce a superare la prova scritta,
non accede alla prova successiva e non potrà arbitrare fino alla
seguente prova selettiva
- Mi dicevi che siete anche giudicati durante gli incontri dagli osservatori
della Federazione
Esatto! Ad ogni incontro è presente un osservatore
che ha il compito di giudicare la condotta di gara dell'arbitro. Un
giudizio che incide molto sulla carriera di un arbitro, perché
si va a sommare a quelli delle verifiche di inizio stagione, per formare
la graduatoria finale della categoria arbitrale. Una classifica, alquanto
severa, poiché se riesci a rientrare nelle prime 50 posizioni,
potrai arbitrare nei play off, se ti attesti negli ultimi 30, vieni
retrocesso di grado, se ti attesti nei primi 20, vieni promosso nella
categoria superiore
- Quindi anche un arbitro, per essere sempre in piena efficienza, deve
allenarsi duramente
Certo, per mantenermi in forma mi alleno dalle quattro alle cinque volte
a settimana in palestra, per non meno di due ore. La cosa più
importante per un arbitro di pallacanestro, è quella di avere
sempre un fisico allenato, perché se si rimane senza fiato, non
si riesce a seguire, con la debita attenzione, l'azione di gioco. Il
campo di basket è lungo 28 metri, ma per una persona con poco
allenamento può sembrare lungo moltissimi chilometri
- Essere stato un giocatore di basket , aiuta nella carriera arbitrale,
e a che età bisogna iniziare a frequentare i corsi per arbitri?
Si può iniziare a seguire i primi corsi federali dall'età
di 18 anni fino ad un massimo di 28 anni. Avere un passato da giocatore,
può facilitare la carriera di un arbitro, ma non è essenziale.
L'esperienza da giocatore può essere utile, in quanto si riesce
ad entrare meglio nello spirito del gioco, e si riesce meglio a posizionarsi
in campo per seguire nel miglior modo possibile l'azione dei giocatori.
Comunque, nel massimo campionato di Serie A, ci sono molti miei colleghi
che non hanno mai giocato a pallacanestro
- Quali sono le caratteristiche principali che deve aver un buon arbitro?
La ricetta è questa: molta passione per il basket, non essere
impulsivi e saper ponderare e valutare la simulazione dal fallo. Il
basket è uno sport molto dinamico e veloce, ed un buon arbitro
deve avere la capacità mentale di sape esprimere un giudizio
tecnico in una piccola frazione di secondo. Un compito difficile, ma
che ti stimola a dare sempre il meglio di te stesso