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Storia e cultura
 

Francesco Paolo Tanzj scrive al primo cittadino


Lettera aperta al Sindaco di Agnone
«Palazzo San Francesco non può essere un ufficio»


Agnone, 9 agosto 2002

Caro Sindaco,

da cittadino amante del patrimonio artistico, architettonico e culturale di Agnone non posso non esternarti le forti perplessità (da me già espresse in un articolo sull'Eco dell'Alto Molise di qualche tempo fa) circa le paventate intenzioni della tua Amministrazione di trasferire a Palazzo San Francesco parte degli uffici operativi del Comune.

Non starò a ricordare il progetto - condiviso da gran parte delle Associazioni e della cittadinanza - che vedeva nel Palazzo in questione il luogo - naturale e prestigioso - dove allocare insieme biblioteca, museo, archivio storico, pinacoteca ed altre strutture culturali costituenti un vero e proprio Centro Culturale Polivalente che avrebbe potuto (e potrebbe ancora) rappresentare un vanto e un'attrazione per Agnone.

Inserire nel contesto un paio di uffici di sola rappresentanza del Comune andava già bene, ma trasferirvi le stesse strutture operative non farebbe che snaturare la vocazione stessa del Palazzo, oltre che causare notevoli difficoltà logistiche sia per il pubblico che per i dipendenti stessi.

Non si può costruire un "mostro a due teste": o è Biblioteca o è Comune.

Discussioni sulla sua utilizzazione già sono state fatte nel passato, e, se si dovevano fare ancora, si poteva utilizzare lo strumento statutario della Consulta Popolare, che invece, a quanto risulta, non è mai stata convocata. E questo non mi sembra un atteggiamento democratico!

Vorrei ricordarti che la tua maggioranza rappresenta in fondo appena un terzo dell'elettorato (e pare che la sua consistenza si sia man mano affievolita…), e credo che non sia ne' giusto ne' civile risolvere con "colpi di mano" problemi che riguardano l'utilizzazione del patrimonio della collettività.

Ti prego dunque, prima di prendere irrevocabili e perniciose decisioni, di consultare non solo le altre parti politiche, ma anche le Associazioni e quella parte della società civile che fortunatamente è ancora sensibile a tali tematiche.

E vorrei anche pregare i rappresentanti della minoranza e i presidenti delle principali Associazioni di stare più attenti e di vigilare con maggiore energia su queste forme di gestione unilaterale del potere che non possono che recar danno alle possibilità di sviluppo e all'immagine stessa della nostra città.

Mi auguro che se ne possa parlare. E attendo risposta.

Cordialmente,


Francesco Paolo Tanzj


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