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Storia e cultura
 

di Ida Di Ianni


Jovine e il realismo
Un saggio di Francesco D'Episcopo

"Jovine e il realismo - Prolusioni al Premio giornalistico Francesco Jovine" è il titolo del saggio critico curato da Francesco D'Episcopo, Ordinario di Letteratura Italiana presso l'Università degli Studi di Salerno e l'Università degli Studi del Molise.

Con nota introduttiva di Nicola Perrazzelli ed edito nel mese di ottobre 2002 per la Eurocomp 2000 - Graus Edizioni di Napoli, il volume riporta gli interventi tenuti nelle tre edizioni del Premio giornalistico "Francesco Jovine" rispettivamente a Campobasso da Natalino Sapegno (1967) e Carlo Salinari (1968) e a Larino (CB) da Gennaro Savarese (1971).

L'eccellente curatore, di origini molisane e molto legato al Molise per vivida memoria e frequentazioni letterarie, evidenzia magistralmente come sia Sapegno che Salinari - l'uno maestro, l'altro allievo - abbiano riscontrato nel romanzo di Jovine - Signora Ava e Le Terre del Sacramento in particolare - un profondo nesso tra verismo, neorealismo e realismo, per cui le due relazioni procedono ad incastro, nonostante Sapegno evidenzi i motivi illuministici e realistici della ispirazione joviniana e Salinari quelli neorealistici.

Savarese invece attua un percorso del tutto personale argomentando la tesi che tutta l'opera di Jovine attinge ad una quotidiana razione di ragione e realtà, fedele alla propria vocazione narrativa. "Don Ciccio studia, dicevano i contadini guardiesi alle quattro di mattina", come ama sempre riferire Francesco D'Episcopo quando introduce la figura di Jovine, che "si racconta totalmente. Jovine appartiene a se stesso e attraverso se stesso si manifesta agli altri. Jovine è un poeta sepolto, al pari di Ungaretti, Quasimodo e Gatto. Poeti come minatori dell'anima, come cave che aspettano di essere scavate".

E dalla nota bibliografica dell'incantato (e incantevole) curatore: "L'autore di questa nota, nel lontano 1967, era presente, al Teatro Savoia di Campobasso, alla conferenza di Sapegno e ricorda con emozione il religioso silenzio che avvolse l'auditorio mentre la voce pacata e sicura del professore intonava le parole, che ora per la prima volta vedono la luce.

Fu, senza dubbio, un momento magico, anche per la vita e gli studi futuri da intraprendere che, contravvenendo a una salda tradizione familiare di notai, sarebbero stati non giuridici ma letterari. Uscendo dal teatro, come gradita sorpresa, nella libreria vicina che li aveva pubblicati, erano esposte, in bella mostra, le copie degli articoli molisani di Francesco Jovine, raccolti in Viaggio nel Molise".


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