LOGO PIAZZAREGIONE
PAGINA NAZIONALE
PAGINA MOLISE
pagina nazionale | pagina Molise | pagina abbonati

Storia e Cultura
 

di Ida Di Ianni

L’UOMO CERVO «CADE NELLA RETE»
La tradizione di Castelnuovo al Volturno finalmente on line

Gl’Cierv,  l’Uomo Cervo, da qualche settimana è on line. Il sito www.uomocervo.it, in rete per la riproposizione della rappresentazione dell’antico rituale in Castelnuovo al Volturno lo scorso 10 febbraio, presenta testi di Giuseppe Tomassone, Fabio Milani e dello studioso molisano di tradizioni popolari Mauro Gioielli, che dell’Uomo Cervo ha indagato praticamente tutto nel volume omonimo edito nel 1997 per l’Associazione Culturale il Cervo, associazione il cui presidente Ernest Carracillo ha quest’anno curato, insieme allo zampognista-concertista molisano Piero Ricci, la colonna sonora della rappresentazione.

L’Associazione, che ha una piccola ma ben documentata sede nel cuore del raccolto abitato di Castelnuovo al Volturno (frazione di Rocchetta al Volturno), ha infatti sottratto all’oblio nel 1993 un rito, le cui origini vanno addirittura ricercate nella cultura indoeuropea ed in quella dei Celti, in particolare.

Considerati dagli studiosi di linguistica «gli antenati d’Europa», la loro forte spinta migratoria anche nell’area centro-settentrionale della penisola italica lasciò tracce della propria presenza  in molti dialetti e toponimi locali (es. Pentria deriverebbe dalla radice celtica pen, che significa azzurro), nonché in molti rituali, tra cui anche quello del Cervo.

«[…] Il rito del Cervo si inserisce anch’esso nel retaggio culturale di matrice celtica, trasmettendoci per altro l’aspirazione atavica alla mimesi magico-naturalistica legata alla propiziazione benefica delle forze della Grande Madre, aspirazione che si realizza nel momento cruciale del trapasso alla stagione favorevole (la primavera), rendendola nella finzione propiziatoria della magia favorevole come la domesticazione finale della bestia» (A. Parisi).

I personaggi sono fissi (il cervo, la cerva, Martino, il cacciatore, la popolana, gli zampognari); il canovaccio è inesistente in una sorta di improvvisata e spontanea commedia dell’arte; la storia è elementare e complessa allo stesso tempo (il cervo, dopo una serie di violente peripezie, viene catturato da Martino e condotto dinanzi ai giudici; la bestia cerca di fuggire per cui viene ucciso dal cacciatore, che in seguito provvede a resuscitarlo soffiandogli in un orecchio), ma nondimeno ogni anno, l’ultima domenica di Carnevale, Castelnuovo al Volturno - un’ala scura di case attaccate al fianco selvoso del Monte Castelnuovo – ritorna, complici il crepuscolo e l’aria pungente, al tempo dell’eterno ritorno, segnato dalle urla della bestia feroce che caracolla dai declivi della montagna.


pagina nazionale | pagina Molise | pagina abbonati  |  torna a Storia e Cultura