Onorato Fascitelli poeta ritrovato
Un libro di Altopiedi sull'umanista
isernino
28
dicembre 2002
Esce in questi
giorni, per Palladino editore, "Onorato Fascitelli, poeta del Cinquecento"
curato da Luigia Altopiedi. Pochi giorni ancora e il libro avrebbe perso
il suo valore celebrativo. Fascitelli, infatti, nacque nel 1502: ricorre
quest'anno il cinquecentesimo anniversario della sua nascita. Il libro
nonn avrebbe perso, tuttavia, il suo valore culturale assoluto che è
tutto nel desiderio della curatrice, meglio conosciuta come Gigetta
Altopiedi, di voler avvicinare i giovani all'opera poetica e alla persona
di Onorato Fascitelli - così scrive nella prefazione.
Senza voler
riproporre l'ormai stucchevole questione della traduzione letterale
opposta a quella interpretata, c'è da dire innanzitutto che Gigetta
Altopiedi ha tradotto nel rispetto dell'originale pur aggiornando il
linguaggio per una resa in italiano epurata dalle eventualità
retoriche del tempo che avrebbero reso difficile la lettura.
Con questo
libro viene restituito alla città e alla cultura in genere un
ottimo poeta, grande soprattutto - ci sembra - quando abbandona i progetti
di celebrazione in versi di questo o quel signore o prelato del tempo
e si avvicina, invece, alla descrizione delle piccole cose, dei vezzi
di splendide fanciulle (da evitare, certo, ma da mettere in poesia visto
sono in essere in uno specchio o in un'anima), dei loro occhi e dei
loro movimenti. I suoi versi sono profondissimi quando riflette sulla
fugacità dell'esistenza, sul velocissimo trascorrere della giovinezza.
Altopiedi rende
tutto ciò con perizia e amore, con capacità tecnica e
sensibilità umana, trovando il modo giusto per introdurre Fascitelli
nel nuovo millennio.