FORUM DELLA CULTURA MOLISANA
Francesco Paolo Tanzj spiega cos'è
4
febbraio 2003
- La costituzione
del Forum rappresenta l'ideale conclusione dell'attività del
Movimento per il rinnovamento della cultura molisana, iniziato nell'aprile
dello scorso anno con la pubblicazione dell'Appello per la cultura,
nel quale si manifestava la preoccupazione per le condizioni precarie
di un settore di grande importanza per le possibilità di un reale
sviluppo generale della regione. Il movimento aveva già raccolto
alcune centinaia di firme di intellettuali, artisti, scrittori, operatori
culturali, che reclamavano una maggiore attenzione da parte delle istituzioni
verso tali tematiche.
- Chiariamo subito una cosa: il Forum non intende divenire una "associazione
delle associazioni", né tantomeno sostituirsi alle associazioni
culturali già esistenti , che spesso hanno da sole sopperito,
con il loro volontariato disinteressato, alle carenze fin qui mostrate
dalle istituzioni. Il Forum vuole essere un "laboratorio di idee"
aperto, trasversale e disponibile a collaborare (attraverso le proprie
professionalità) alla costruzione di una nuova politica culturale
regionale.
- La cultura va gestita da chi in essa e per essa vive ed opera. Non
è possibile che continui a venire programmata (o non programmata…)
dalle burocrazie o dagli apparati politici, che sono incompetenti in
tale settore e che troppo spesso hanno dimostrato di sottovalutarne
l'importanza.
- Le priorità che abbiamo evidenziato sono: maggiori finanziamenti
(secondo le disposizioni dovrebbero costituire il 2% del bilancio di
ogni amministrazione!), costituzione di un albo delle associazioni e
degli operatori culturali, programmazione di qualità e non di
quantità, individuazione di 5 o 6 manifestazioni regionali di
livello nazionale per esportare seriamente la nostra cultura in Italia
e all'estero, revisione della legge 5, riequilibrio territoriale attraverso
la individuazione di referenti di zona, emancipazione della cultura
dalla soggezione clientelare alle logiche politico-partitiche.
- Proprio per questo, al nostro interno, sono presenti personalità
appartenenti a tutte le aree politiche e ideologiche, poiché
è nostra convinzione che è necessaria una ri-educazione
culturale che possa permettere alla stessa dialettica politica di muoversi
con un respiro più "alto", per il bene della cittadinanza.
Non ce ne vogliano i nostri amministratori (di qualunque "parte"
siano), ma è opinione generale che siamo di fronte ad un abbassamento
progressivo del livello culturale della politica stessa! Questo materialismo
e falso efficientismo stanno trasformando il lavoro per il bene comune
in una sorta di "arrampicata" generale al potere, senza alcun
risultato che il degrado sociale e intellettuale.
- Io spero personalmente che le nostre istanze vengano recepite da qualcuno
(più illuminato e più aperto degli altri) nel Palazzo,
per dare così una salutare sterzata verso una visone più
adeguata e progressiva delle dinamiche socio-economico-culturali della
nostra regione.
- Il nostro prossimo appuntamento è una grande Convention che
raccolga tutte le forze intellettuali del Molise, per proporre appunto
alle istituzioni (che speriamo si dimostrino una volta tanto aperte
e sensibili a tali tematiche) un nuovo modo di intendere la cultura
e il suo ruolo essenziale alla fondazione di un corretto vivere civile.
- Vogliamo chiamarla "rivoluzione culturale"? Perché
no? L'importante è giungere alla consapevolezza che, senza un
radicale cambiamento nel modo di "pensare" e quindi di operare,
qualunque obiettivo di progresso diventa sempre più illusorio
e pretestuoso.