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Storia e cultura

di Ida Di Ianni


Le terribili ancelle di Diana
Un saggio di Fabio Dilani sulle streghe

28 gennaio 2003

Fabio Milani è toscano ma nutre un forte sentimento d'affetto per il Molise, la sua gente e le sue tradizioni. Ha scritto libri sulla cultura popolare e pubblicato articoli su riviste specializzate in Etnologia. Ha inoltre realizzato servizi fotografici su importanti manifestazioni folcloristiche, tra cui il rito dell'Uomo Cervo di Castelnuovo al Volturno.

Proprio in questi giorni è in diffusione il suo ultimo volume "Le terribili ancelle di Diana" edito per l'Associazione Culturale "Il Cervo". Un saggio, quello di Milani, che analizza la demoniaca presenza delle streghe nella credenza popolare corredandola di interessanti informazioni circa la storia e l'origine di tali inquietanti figure femminili nella realtà europea ed elencando una serie di atroci torture (cosiddetti tiri di corda, cavallo spagnolo, straziaseni, ustioni, bagno delle streghe, lingua di capra etc.) cui venivano sottoposte in tutti i tempi le infelici, senza alcun limite di età, che fossero indiziate di stregoneria.

Le streghe ed il loro incubo, specie nelle credenze popolari. Scrive Milani: "Di esse molto si sa, poco si dice. Diana, Jana, Janàra. […] Jana: fata; janàra: strega. Sembra sufficiente la desinenza "ra", senz'altro cacofonica, a stravolgere un concetto nel suo esatto contrario. Megàre in Campania, draunàre in Sicilia, donnedonnàre in Toscana, bàzure in Liguria…e tante altre ancora, tante, donne insolite dal potere terrificante e incomprensibile, lungo tutta la penisola, tra montagne e pianure".

Anche a Castelnuovo al Volturno la voce popolare, prontamente ascoltata da Milani e riportata in forma di brevi aneddoti, insiste sulla presenza delle streghe, che un tempo sembra si ritrovassero intorno alla cosiddetta "quercia della chiesa", posta lungo la strada che da Castelnuovo conduce al Monte Marrone e considerata la più antica roverella del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Vestite di bianco ed avvolte dalle tenebre pare vi celebrassero i sabba, convegni diabolici in cui le streghe incontravano Satana, lo adoravano, danzavano e si accoppiavano con lui per poi banchettare sino all'alba. E se per ogni male la cultura contadina aveva un rimedio, ecco che bastava segnarsi con il segno della croce perché tali presenze demoniache svanissero nel nulla, oltre ad altre stramberie compiute dai religiosi (tali agli occhi dei moderni) ugualmente menzionate.

Della modernità che sta polverizzando congetture e credenze Milani scrive in conclusione: "Ogni volta che ascoltiamo certe testimonianze, certe affermazioni su <verità> a cui siamo indotti e costretti a diventare sempre più estranei, riconquistiamo una parte di noi che sembrava essersi allontanata ormai senza rimedio: per un momento ritroviamo la capacità di essere affascinati e ghermiti dalla percezione del mistero, il più bel sentimento che si possa provare".


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