Dodici
musei etnografici in Molise
È il risultato di un lavoro di catalogazione presentato a Roma
Sabato
28 settembre 2002, nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio,
è stato presentato a Roma, presso la Chiesa delle Zitelle sita
nel Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, il volume Il patrimonio
Museale Antropologico - Itinerari nelle regioni
italiane: riflessioni e prospettive.
La pubblicazione,
curata dalla Commissione Nazionale per i Beni Demo-Etno-Antropologici
istituita nel 1998 dall'allora Ministro per i Beni Culturali Walter
Veltroni, costituisce il primo e più esauriente (anche se non
esaustivo) censimento dell'enorme patrimonio culturale etnografico presente
sul territorio nazionale, cui finora non è stata prestata la
necessaria e dovuta attenzione, sia in termini di tutela e conservazione
che di valorizzazione e promozione.
Essa, pertanto,
si pone come un'utile guida e punto di partenza per auspicabili e non
più rinviabili iniziative da parte di tutti i soggetti pubblici
e privati interessati.
Inoltre, grazie ai contributi di studiosi come L. M. Lombardi Satriani,
G. Chiarante, A. M. Cirese, A. Buttitta, T. Tentori e altri nonché
grazie alle esperienze e agli spunti desumibili dai contributi dei curatori
della ricerca delle varie regioni, costituisce un importante strumento
per lo studio e l'approfondimento anche metodologico della indagine
museografica nel nostro Paese.
Per la
regione Molise l'indagine è stata affidata alla Dr.ssa Antonietta
Caccia che vi ha provveduto avvalendosi della collaborazione della Dr.ssa
Antonella Tammaro.
Nella relazione pubblicata sul volume risultano censiti, per
la nostra regione, 12 Musei etnografici attivi, equamente divisi
tra le due provincie di Isernia e Campobasso.
Sono state altresì rilevate iniziative in fieri al momento della
rilevazione e sono pure segnalate collezioni e raccolte di notevole
interesse, che meriterebbero una più stabile e adeguata organizzazione.
Con detta
pubblicazione, per la prima volta viene offerto un quadro della realtà
museografica cosiddetta minore della nostra regione.
Una realtà che si presenta ricca e articolata, non priva di spessore
e originalità e che, se opportunamente valorizzata, potrebbe
validamente contribuire, non solo a conservare e tramandare la memoria
della cultura oggettuale e inoggettuale delle nostre comunità,
ma anche a farne un efficace strumento di promozione e sviluppo sociale
ed economico, così come positivamente sperimentato in altre parti
d'Italia.