Il museo della zampogna
Inaugurazione a Scapoli il 28 luglio prossimo
13
luglio 2002 - Una realtà museale curata nei minimi
particolari personalmente dal primo cittadino di Scapoli Vito Izzi ed
un esempio di recupero architettonico ottimale di un palazzo, appartenuto
alla famiglia Mancini, che svetta con i suoi tre piani sul borgo antico
e reca la scritta Museo della zampogna,
ben visibile dalla centrale e panoramica Piazza dei Martiri. Interamente
frutto di una iniziativa comunale e realizzato con fondi della legge
64/86, il museo sarà inaugurato
ufficialmente il prossimo 28 luglio, alle
11.30, all'interno delle iniziative della Mostra-mercato e Festival
della Zampogna, che si accinge ad aprire i battenti il prossimo 25 luglio.
Un
intero palazzo in ottima posizione panoramica sulla vallata sottostante,
adorna di uliveti, per una realtà che può davvero garantire
una svolta nella promozione turistica della Valle per tutto l'anno.
"Scapoli stessa - afferma il sindaco Izzi - può diventare
capitale mondiale della zampogna in tutti i mesi dell'anno, predisponendo
itinerari specifici che interessino, oltre alla visita museale, anche
il Circolo della Zampogna e le sue attività". Tutto è
ben chiaro nella mente di Izzi, che ci guida nei tantissimi spazi di
questo palazzo, in cui sono stati ricavati biblioteca, cineteca, sala
d'attesa, fonoteca insonorizzata, sala conferenze, sala video, sala
con pannelli espositivi, punto vendita ed è stata riprodotta
- al piano terra - una bottega artigiana della zampogna con tanto di
trucioli e ciocco di ciliegio da cui da millenni si ricava, insieme
al prugno e all'olivo, il prezioso strumento musicale.
"Ci
sono anche l'ingresso ed i bagni per i disabili, e c'è anche
l'ascensore, che è il primo in Scapoli", tiene ad evidenziare
il sindaco. L'apoteosi di questa visita, accompagnati dalla dolcissima
cagnetta Laika, che è il "braccio destro" del sindaco,
si raggiunge al terzo piano quando, fra musiche di zampogna filodiffuse,
si entra nella ampia sala esposizione ove sono in mostra ben 60 preziosissimi
"pezzi", che il sindaco dice di aver raccolto da tutto il
mondo con una spesa contenutissima rispetto al loro valore reale.
Oltre
alle zampogne scapolesi ed italiane (Sicilia, Sardegna, Lombardia, Piemonte,
Veneto e Calabria), sono anche pregiatissimi strumenti provenienti da
Croazia, Istria, Francia, Irlanda, Scozia, Macedonia, Turchia, Inghilterra,
Anatolia, Grecia, Bulgaria, Spagna, Slovacchia, Romania, Kurdistan,
Azerbajan e persino da India, da un territorio aborigeno dell'Australia
e dal Tibet, da qui proviene un piffero in ferro, che è il pezzo
più pregiato della mostra permanente. Tutto è pronto dunque,
a cominciare dall'insegna in terracotta che campeggia sull'ingresso
principale e che il sindaco ha fatto apporre, sempre personalmente.
"Questa è una prima prova: fra breve tutti i numeri civici
di Scapoli saranno realizzati in terracotta", dice con soddisfazione.