La pinacoteca di Venafro
Un
luogo ambito daglia artisti
16
dicembre 2002
Seppure
sia stata inaugurata da poco, la Pinacoteca di Venafro, ricavata nelle
sale del restaurato Palazzo San Francesco, è diventata già
luogo ambito per gli artisti. Mostre ed esposizioni si susseguono e
non mancano i nomi buoni. Oggi (sabato 14 dicembre) conclude la sua
Personale il Pittore Massimo Federici e domani (domenica 15 dicembre),
con inaugurazione alle ore 18, subentra al suo posto la pittrice Josette
Lepore, che esporrà le sue opere fino a sabato 21.
Si tratta
sicuramente di due artisti che meritano di essere conosciuti in modo
più approfondito. Di Massimo Federici il critico d'arte Giorgio
Berchicci ha scritto: "Sembrava quasi che non fosse più
possibile poter ammirare la bellezza in un'opera d'arte: siamo stati
abituati, per lungo tempo, ad immaginare il significato recondito di
un quadro o di una scultura che non aveva come soggetto la figura umana,
che era il frutto di una concettualità che spesso ci sfuggiva,
o della quale non eravamo riusciti a percepire i contorni. Poi, all'inizio
degli anni ottanta, una serie abbastanza ampia di artisti ha segnato
il ritorno alla pittura di figurazione e con essa, la rivalutazione
del corpo. Massimo Federici è un disegnatore di notevole levatura
che si cimenta, in questa serie di opere in bianco e nero, in un tentativo
che ha il sapore di saper coniugare il concettuale con la figurazione
più bella. Le sue tele sembrano corpi di donne giovani, ammiccanti,
dagli occhi indagatori e profondi, emanano una sensualità poco
conosciuta nel mondo dell'arte contemporanea, tanto da far pensare di
più al mondo della fotografia, o del cinema, vista la posa che
assumono all'interno, della tela: ma si avverte anche una sorta di tristezza
che accompagna la esibita prosperità di un corpo che non è
solo desiderabile contenitore. Credo che queste immagini siano solo
un sogno che riveste le nostre fantasie: in fondo, il buio che le circonda
è quello stesso che abita le nostre notti, quello stesso buio
nel quale anneghiamo le contrarietà del nostro quotidiano, una
sorta di buco nero nel quale evadere e dal quale far riemergere i desideri
irraggiungibili."
Della romana
Josette Lepore, la cui personale presso la pinacoteca di Venafro si
intitola "Inseguendo la Luce", è possibile tracciare
il seguente profilo: Dopo aver conseguito la maturità scientifica,
si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Roma, al corso di scenografia,
concludendolo nell'anno 1977. In seguito si è dedicata all'insegnamento
del disegno e dell'educazione artistica nella scuola pubblica. La passione
per la rappresentazione della natura e per il colore, manifestata fin
dall'infanzia, si è progressivamente rafforzata nel corso degli
anni, completandosi con lo studio della storia dell'arte e dei grandi
Maestri. Nella fase di accrescimento culturale, assumeva valenza essenziale
lo studio delle varie tecniche pittoriche ed una intensa attività
sperimentale. Oltre al disegno a carboncino, a sanguigna, a china, si
dedicava per un certo tempo anche alla grafica (essenzialmente incisione
a bulino). Ma la ricerca più attiva e costante si esplicava nello
studio del colore e della luce. Per oltre trent'anni l'artista sperimentava
l'uso dell'olio, dei colori acrilici, delle tempere, dei pastelli, delle
chine, degli acquarelli, delle tecniche miste, sulle basi (legno e tela
essenzialmente) preparate con sistemi diversi e trattate con le procedure
più varie. Restano numerosi esempi di tale ricerca soprattutto
a cavallo tra gli anni '70 e '80, quando i soggetti preferiti erano
le nature morte.
Grande
spazio è stato dedicato poi alla pittura "en plein air",
nelle condizioni più varie sotto il profilo stagionale, atmosferico
e di luminosità, sia in Italia che all'estero. I numerosi anni
di ininterrotta ricerca, hanno portato ad una notevole produzione artistica
oggetto di periodiche esposizioni in numerose rassegne esposizioni e
mostre, oltre che in gallerie d'arte della Capitale, mostre di pittura
sono state tenute presso accademie, istituti ed enti pubblici e privati,
sempre con lusinghieri risultati.
Tra gli apprezzamenti più significativi su Josette Lepore, vanno
citati i giudizi a suo tempo espressi dal prof. Montanarini, pittore
notissimo a tutti i cultori di arte contemporanea, docente e critico
di chiara fama. Recensioni sono apparse in varie occasioni su riviste
specializzate e su quotidiani a tiratura nazionale. Per vari anni l'artista
ha esposto con i "Cento pittori di Via Margutta", invitata
dall'organizzazione. Nell'ultimo decennio Josette Lepore si è
dedicata anche alla scultura in terracotta, campo nel quale pure esercita
un'ininterrotta ricerca di nuove forme plastiche.