Il sabotaggio e la creatività
A Campobasso
un festival «digitale» dal 24 al 26 ottobre
23.10.02
Il nome può
lasciare un attimo perplessi. Digital-is-not-analog (acronimo: d-i-n-a)
è una tautologia. Significa che il digitale non è (ovvero
è qualcosa di completamente diverso rispetto all') analogico.
Per illustrare l'opposizione digitale-analogico, che ha investito negli
ultimi anni tutti i campi della nostra conoscenza e ha trasformato la
comunicazione, e quindi la nostra percezione del mondo e delle cose,
occorrerebbe un'enciclopedia. Meglio provare a condensare il senso dell'esperienza
di questo "network aperto di artisti, ricercatori, organizzatori
interessati alla sperimentazione artistica sui mezzi di comunicazione
digitale". Campobasso è la tappa a sorpresa di un viaggio
che tocca quest'anno solo grandi centri e metropoli, come Milano e Barcellona.
Il Festival, che si terrà nella chiesa sconsacrata di San Bartolomeo,
propone i progetti artistici del gruppo degli ultimi anni.
Net. Art (arte in Rete in senso lato), virus informatici, commistione
dei media, videogiochi modificati e, in cima per attualità ed
interesse, attività di hacking. Per intenderci - e sempre con
una certa approssimazione - quella di chi sabota i sistemi informatici
di potenti, governi, banche e multinazionali, specializzando le proprie
competenze telematiche a fini politici: disobbedienza civile elettronica,
lotta al controllo "totale" dall'alto, che riduce gli spazi
della privacy e delle libertà personali.
Il progetto nasce nel 2000 a Bologna. Quella importata quest'anno in
Molise per iniziativa della cooperativa Gea è la terza edizione.
Il nome di Campobasso, associato alle ultime frontiere delle filosofie
e delle pratiche mediatiche, è già da settimane su quotidiani
e periodici nazionali. Gli ultimi articoli sull'evento molisano sono
apparsi sul Corriere e Repubblica (compresi gli allegati giovanili e
femminili). Performance e discussioni per tre giorni (con festa pubblica
finale sabato sera al parco di Monte Vairano), dal 24 al 26 ottobre,
animeranno gli incontri con un pubblico di specialisti ed appassionati
che si prevede in arrivo da tutto il centrosud. Al convivio digitale
preparato in regione hanno già assicurato la loro presenza gli
inviati delle maggiori testate italiane.
C'è di tutto.
Uno strano collettivo di ingegneri-artisti che hanno assemblato un aereospia
spedito nelle aree segrete dell'aeronautica americana e la "scatola
dei suicidi", che filma in tempo reale quanti si gettano dal ponte
di San Francisco. L'inventore (albanese) del vidogame in cui i suoi
connazionali tentano di raggiungere le coste italiane e spesso finiscono
uccisi in una successione sempre uguale, come quella di un giochino
elettronico.
L'inventore (americano) del videogame in cui l'eroe è il presidente
Usa che fa fronte alle pressioni della casta militare e dei potentati
economici e manipola il consenso sfruttando i media.
L'istituto che studia percorsi urbani per sfuggire alle telecamere di
sorveglianza.
Il gruppo italiano capace di associare ai virus la sorprendente categoria
del bello: germi elettronici ed estetica.
L'ideatore di software liberi contro lo strapotere delle multinazionali
produttrici.
E i terroristi culturali (nel nome, una lunga successione di 0 ed 1),
hackers e maestri nell'arte di sproteggere password e violare copyright.
I manipolatori di software e i creatori di videogiochi altamente "spiazzanti"
e non convenzionali del circuito d-i-n-a propongono esperienze nella
Rete (strumento neodemocratico per eccellenza) che reinventano i rapporti
fra gli utenti del medium e i rapporti fra gli utenti e la macchina
stessa. In poche parole: la tecnologia dell'informatica e della telematica
che diventa arte, cultura, provocazione, infiltrazione e scienza.
Tutto rigorosamente contro. Per uno sguardo più profondo e critico
sulle dinamiche della nostra società, e soprattutto sul potere
dei media.
Pubblicato
su «Il Quotidiano del Molise»