Con
il titolo di "Zampogne" è uscito il catalogo sulle
cornamuse italiane ed estere presenti nella Mostra permanente del
"Circolo della zampogna"di Scapoli, Associazione che ne
ha curato la pubblicazione.
Il catalogo fa una puntuale e interessante panoramica sul ricco
patrimonio custodito dal 1991 nella Mostra che vuol essere, come
scrive Antonietta Caccia presidente dell'associazione de Il Circolo,
"… un polo di documentazione, tutela e valorizzazione dell'antico
strumento ad otre".
Il
Museo, che raccoglie la collezione presentata nel catalogo, è
meta continua di visitatori e studiosi da ogni dove, soprattutto
nella settimana dedicata al Festival della zampogna è visitato
da migliaia di turisti.
Quando venne inaugurata nel'91, la mostra disponeva di venti strumenti
che nel corso degli anni sono diventati ben centoventi, di questi
alcuni messi a disposizione dal Parco Nazionale, altri provenienti
dalle donazioni di soci e altri ancora dalla rilevazione della collezione
privata di Mauro Gioielli. Il catalogo si articola in due sezioni,
la prima riservata alle zampogne italiane e molisane, la seconda
agli strumenti legati alla tradizione musicale di paesi europei
ed extraeuropei.
La
pubblicazione, curata da Mauro Gioielli, si avvale anche di una
parte introduttiva affidata ad Antonietta Caccia e a Gioielli che
fa un interessante excursus storico sugli aerofoni a sacco presenti
con ampia tipologia in Europa e in varie regioni del mondo e ne
traccia, a ritroso nel tempo, l'origine riferendo anche notizie
considerate più mitiche che reali come quella che parla di
strumenti a sacco nel corso della guerra del IV secolo contro i
Goti, riportata dallo storico Procopio.
Belle
tavole a colori arricchiscono il catalogo che ritrae i pezzi più
caratteristici dell'antico strumento che è elemento connotativo
della zona di Scapoli. Il paese, depositario della tradizione legata
alla costruzione di zampogne, tramite l'impegno dell'associazione
"Il Circolo", attuatore del programma europeo Leader II,
vive da anni un discorso che non è solo culturale ma di promozione
sociale ed economica.